Lucia di Laversmort E la città torna agli anni Settanta

Viviana Persiani

Dopo l'entusiasmo e le ovazioni del pubblico che è riuscito ad assistere a Scampolo, lo spettacolo che ha tenuto a battesimo la stagione del Teatro della Quattordicesima, la programmazione prosegue con un grande classico della scena teatrale meneghina.
Da oggi Lucia di Laversmort ritorna sulla scena di via Oglio con la sua follia, travestita di ingenuità. Scritto a quattro mani da Vanni Mingardo con la collaborazione di Rino Silveri, il direttore del teatro milanese che, come ogni anno, presenterà una ricca stagione dove il teatro in lingua si alternerà alla scena vestita di giallo, lo spettacolo resta immutato nel tempo.
Rino Silveri, autore, regista e interprete, racconta come anche per la stesura di questo testo, la fantasia e la creatività abbiano giocato un ruolo determinante. «Esclusivamente frutto della fantasia, infatti, il nostro personaggio principale, questa Lucia di Laversmort, è una cantante lirica che, dopo il flop del debutto a dir poco disastroso, rimuove tutto l'episodio dalla sua mente, restando convinta di non avere mai affrontato il pubblico».
Ecco che, nell'illusione di dover ancora salire sulla scena per la prima volta, la cantante è assecondata nel suo stato mentale, nella sua amnesia dalla famiglia. «Questa è la quarta edizione dello spettacolo che debuttò negli anni Settanta; nulla è cambiato da allora, se non, ovviamente, gli interpreti. Quattro persone nuove salgono sulla scena accanto a me, nel ruolo che fu di Piero Mazzarella».
Spettacolo tragicomico in italiano, Lucia di Laversmort rende omaggio alla milanesità attraverso l'utilizzo, anche se parziale, del dialetto meneghino dipingendo la Milano di ringhiera anni Settanta, quella dove si rideva rispettando la filosofia della famosa romanza: «Un po' per celia, e un po' per non morir».
«Anche se gli anni sono cambiati, le mode si sono succedute, i gusti si sono raffinati, il contesto nel quale si sviluppa la vicenda è sempre la stessa, anche perché credo che, fondamentalmente l'essenza della città non si sia per niente modificata. I temi trattati sono universali, senza tempo, né confini, quindi anche nel nuovo millennio, la protagonista è sempre attuale». Il pubblico della Quattordicesima, per il prossimo spettacolo potrà ancora godere della presenza di Piero Mozzarella, che come una meteora, sarà protagonista della commedia dialettale scritta da Silveri, Viv con duu ghej. «Poi a maggio, saremo ancora assieme al Teatro San Babila con El fradell de mè fradell. E so fradell».