L'Ucoi allo scoperto: partiti islamici in corsa alle prossime regionali

Il portavoce della comunità islamica moderata, Elzir, annuncia la discesa in campo di liste orientate: «Ma non siamo né di sinistra, né di destra. Puntiamo al grande centro». In cima ai programmi la richiesta di nuove moschee e scuole coraniche, nomi e simboli allo studio

Via la maschera, spezzati gli indugi. Ecco l'annuncio: «Per le prossime elezioni formazioni politiche di ispirazione islamica saranno a livello nazionale una realtà anche in Italia. Nome e simbolo sono allo studio». Dal programma «KlausCondicio», in onda sul Web e condotto da Klaus Davi, arriva l'impegno ufficiale dell'Ucoi, per bocca del rappresentante Ezzeddine Elzir, che conferma: «Gli italiani di fede islamica sono 50mila, ed è giusto che chi lo desidera possa votare un partito che difenda le esigenze della comunità musulmana, come del resto è avvenuto in Spagna con la nascita del Prune (Partito del Rinascimento e Unione Spagna, ndr)».
Il portavoce Ucoi, tuttavia, precisa che l'associazione non parteciperà né indirettamente né direttamente alla costituzione di partiti o liste islamiche, intanto sottolinea che la comunità di stanza in Italia è prevalentemente di orientamento moderato e di centro. Sostiene Elzir: «Gli estremisti sono frange assolutamente marginali e delimitate, per questo che anche politicamente ci riconosciamo nel centro. Non siamo quindi né di destra né di sinistra». L'ennesima adesione al grande centro, insomma? Restano da definire i termini della convivenza con i cattolici d'area quando si tratterà di stipulare alleanze alle urne.
L'Ucoi esce allo scoperto e avverte che «alcune formazioni confluiranno in liste partitiche di ispirazione islamiche e si presenteranno già dalle prossime elezioni amministrative, ad esempio in Lombardia e Piemonte». Quanto ai programmi di governo, Elzir spiega che gli obiettivi principali sono la richiesta di «luoghi di culto, scuole e luoghi di aggregazione dove si possa praticare la nostra religione». Il cavallo di battaglia è: «Se un luogo di culto viene creato dalle comunità in collaborazione con lo Stato - è la posizione dell'islam moderato - questo sarà una garanzia per la comunità stessa e per il Paese che la ospita. Se ci sono luoghi in cui possono esplodere estremismi è proprio dove lo Stato è assente».
Elzir cerca di tranquillizzare l'opinione pubblica: «Partiti d'ispirazione islamica esistono in molte democrazie liberali. Gli italiani non devono averne paura, non sono assolutamente un pericolo per le istituzioni parlamentari». I precedenti citati, per ciò che concerne l'Europa, fanno riferimento alle esperienze francesi, tedesche e olandesi.