L'Ucraina accusa: "Blocco del gas all'Europa" Ue: anche l'Italia colpita dai tagli alle forniture

Gazprom nella notte ha interrotto le forniture all'Europa meridionale e occidentale come misura di ritorsione verso l'Ucraina. A secco Bulgaria, Romania, Ungheria, Croazia, Macedonia, Austria, Grecia e Turchia. Gazprom ha assicurato all'Italia meno del 20% della quantità prevista per oggi

Mosca - Come da ordini dello zar Putin. Il gigante russo Gazprom ha "drasticamente" ridotto a circa un terzo il transito attraverso l’Ucraina di gas destinato ai Paesi dell’Europa occidentale, fatto che creerà problemi all’approvvigionamento europeo "da qui a qualche ora". Lo afferma un responsabile della società ucraina Naftogaz. I russi "hanno ridotto le forniture (di gas) a 92 milioni di metri cubi al giorno dai 221 milioni di metri cubi promessi, senza alcuna spiegazione. Noi non comprendiamo come faremo per far proseguire il gas verso l’Europa" ha dichiarato Valentin Zemlianski, portavoce dell’ucraina Naftogaz. "Ciò significa - ha aggiunto - che da qui a qualche ora cominceranno problemi di approvvigionamento in Europa". E a metà mattinata ecco la conferma. Naftogaz Ukraini, la compagnia energetica di Kiev, ha ammesso il blocco totale del transito di metano russo verso l’Europa. L’annuncio è stato dato dal numero uno della compagnia, Oleg Dubina.

La reazione dell'Ue La riduzione di gas russo ai Paesi membri dell’Unione europea è "completamente inaccettabile" e le forniture devono riprendere "immediatamente". Lo affermano la presidenza ceca di turno della Ue e la Commissione europea in un comunicato congiunto. "Senza nessun preavviso e in chiara contraddizione con le assicurazioni date dalle più alte autorità russe e ucraine all’Unione europea, le forniture di gas ad alcuni Stati membri sono state sostanzialmente tagliate" affermano la presidenza ceca e la Commissione. "Chiediamo che i rifornimenti di gas alla Ue vengano immediatamente ripresi e che le due parti riprendano i negoziati con l’intento di raggiungere una soluzione definitiva alla loro disputa bilaterale commerciale" aggiunge la nota. L’Unione europea annuncia inoltre l’intenzione di intensificare il dialogo con entrambe le parti per poter raggiungere al più presto un accordo.

La replica di Mosca Nuove accuse a Kiev da parte di Gazprom: il numero due del gruppo russo Aleksandr Medvedev ha detto che l’Ucraina ha chiuso tre dei quattro gasdotti utilizzati per il transito del metano russo verso l’Europa. "Non vogliamo disegnare scenari da incubo, ma la situazione è molto grave" ha detto il vice presidente di Gazprom. E alla domanda di un giornalista "Cosa succederà in caso di mancato risarcimento del debito ucraino?", Medvedev, ha risposto: "Se non paghi per il tuo cellulare, che cosa succede?". I tre gasdotti bloccati dagli ucraini sono l’Urengoi-Pomari-Uzhgorod, il Progress e il Soyuz, ha precisato Medvedev. "Il risultato è che da stamattina i volumi di gas consegnati ai nostri partner dell’Unione europea sono stati divisi per sette". Il calcolo corrisponde a quanto dichiarato da parte ucraina, dove però le accuse hanno senso opposto. Secondo Kiev, infatti, è la Russia che ha interrotto i flussi verso Ovest.

I Paesi colpiti dai tagli Nella guerra del gas tra Russia e Ucraina l’Italia è tra i paesi a rischio insieme ad Austria, Ungheria e Slovenia. Secondo un portavoce della Commissione Europea, infatti, questi quattro paesi "potrebbero essere colpiti" dalla riduzione delle forniture di gas dalla Russia. A subire le conseguenze della crisi, secondo la stessa fonte, sono state già Romania, Bulgaria, Macedonia, Grecia, Turchia e Slovacchia. Il flusso di gas russo verso Bulgaria, Grecia, Turchia e Macedonia è stato interrotto durante la scorsa notte: "Alle 3,30 (le 2,30 italiane) le forniture alla Bulgaria oltre che il transito verso la Turchia, la Grecia e la Macedonia sono stati sospese", ha detto il ministero bulgaro aggiungendo che il Paese si trova "in una situazione critica". Anche l'Austria avverte di aver visto ridotte al 10% le sue forniture di gas e l’Omv ha fatto sapere che dovrà ricorrere alle riserve. Stessa condizione per Ungheria, Croazia e Repubblica Ceca. Anche la Germania ha registrato un calo della pressione di metano in uno dei gasdotti che trasportano il gas russo attraverso l’Ucraina.

Il calo in Italia Questa notte c'è stato un blocco totale delle forniture di gas russo anche verso l’Italia. Oggi, invece, è prevista una fornitura pari al 20% della quantità richiesta. Gazprom, secondo quanto si apprende, avrebbe infatti assicurato solo 7 milioni di metri cubi, ovvero meno del 20% della quantità prevista per oggi che, essendo una giornata festiva, ammontava a 45 milioni di metri cubi. In genere, in questo periodo, la media giornaliera che l’Italia importa dalla Russia è pari a 60 milioni di metri cubi. La fornitura russa rappresenta circa un quinto del fabbisogno, pari a 300 milioni di metri cubi.

Vertice Eni È in corso a Milano una riunione dei vertici dell’Eni per valutare la situazione della fornitura del gas dalla Russia alla luce delle interruzioni verso l’Europa decise oggi da Gazprom. Secondo indiscrezioni alla riunione sono presenti, oltre all’ad del gruppo, Paolo Scaroni, il direttore generale della divisione Gas and Power, Domenico Dispenza, l’ad di Snam rete Gas, Carlo Malacarne, e quello della Stogit (la società che gestisce gli stoccaggi di gas), Enrico Cingolani.

Scajola tranquillo La situazione non "presenta particolari preoccupazioni grazie agli altissimi livelli di stoccaggio e consumi relativamente bassi che possono assicurare riserve per alcune settimane". È quanto fa sapere il ministero per lo Sviluppo economico spiegando che il ministro, Claudio Scajola, ha attivato il decreto che prevede il potenziamento delle importazioni di gas da paesi diversi dalla Russia e "la convocazione del comitato di emergenza e il monitoraggio del sistema del gas" per affrontare il taglio delle forniture deciso da Gazprom nell’ambito delle tensioni con l’Ucraina. Il ministro fa sapere di aver firmato il decreto che "assicura la massimizzazione degli approvvigionamenti dagli altri Paesi nostri fornitori, come Libia, Algeria, Norvegia, Gran Bretagna e Olanda", e di aver "predisposto la convocazione del comitato per l’emergenza e il monitoraggio del sistema del gas, formato dai rappresentanti del Ministero dello Sviluppo economico, dell’Autorità per l’Energia, di Snam, gestore del dispacciamento, di Stogip ed Edison, titolari degli stoccaggi, di Terna, per la rete elettrica, e delle società di shippers".

Le cifre Il colosso del metano russo Gazprom ha affermato di aver pompato oggi 65,3 milioni di metri cubi di gas in meno nei gasdotti ucraini perché ha intimato a Kiev di restituire attraverso i suoi stoccaggi, con tempo fino alle 10 ora di Mosca (le 8 italiane), il metano sottratto in questi giorni (per necessità tecniche, sostiene la parte ucraina) ai flussi diretti agli altri Paesi europei. "Gazprom chiede con urgenza all’Ucraina di compensare una quantità di gas equivalente (ai 65,3 milioni di metri cubi) immettendola verso il confine occidentale entro le 10 del 6 gennaio 2009. Un telegramma in quel senso è stato inviato a Naftogaz Ukraini", l’azienda ucraina del gas. La decisione di riappropriarsi del metano involatosi nei tubi ucraini è stata annunciata ieri dal numero uno del colosso russo, Aleksei Miller, al premier Vladimir Putin, che ha approvato l’idea.