L'Udc strizza l'occhio al Pd: "Ma lasci stare l'Idv"

Il segretario dell'Udc Cesa rivolge un appello ai moderati del Pd: "Insieme si può costruire un nuovo polo moderato e riformatore,
una nuova casa che sentiranno sicuramente anche più loro rispetto a quella in cui sono ora". Poi attacca il premier: "Il sogno di Berlusconi dopo due anni e mezzo si è spento di botto"

Milano - "L’esperienza della fusione a freddo è fallita, è finita, è senza speranza". Con queste parole il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, si riferisce al Partito democratico, parlando all’assemblea nazionale dell’Udc a Milano. Cesa ha rivolto dunque "un appello ai moderati del Pd, ai democratici cristiani che hanno creduto in buona fede in quel progetto perché ne prendano atto: insieme si può costruire un nuovo polo moderato e riformatore, una nuova casa che sentiranno sicuramente anche più loro rispetto a quella in cui sono ora".

Le primarie di Milano L’esponente centrista ha anche parlato delle recenti primarie per il candidato sindaco a Milano. "Quello che è successo - ha affermato riferendosi alla vittoria di Giuliano Pisapia - la dice lunga sulla situazione a sinistra: continuare ad inseguire gli alleati più estremi significa non aver capito nulla di quello che è successo in questi due anni. Speriamo che questa lezione serva al Pd per darsi finalmente una svegliata". "Se saprà farlo, aprire un dialogo con noi non sarà impossibile - ha concluso -. Ma dovrà liberarsi del più accanito tifoso di Berlusconi che coltiva in casa, Di Pietro. Dovrà abbandonare la presunzione delle primarie di partito o della sinistra con l’intento di imporre i propri candidati a tutti gli altri".

"Il sogno di Berlusconi si è spento" Non manca un duro affondo di Cesa al Cavaliere. Il sogno di Berlusconi "dopo due anni e mezzo si è spento di botto come un televisore cui manca la corrente". Un sogno che si è spento "perché gli italiani hanno cominciato a guardarsi indietro e hanno visto che il Paese non ha fatto un passo in avanti, anzi si è impantanato e tutto quello che è rimasto sono soltanto le promesse".