Ludolfo di Ratzeburg

In effetti sono due i santi di nome Ludolfo. Uno era sassone, abate di Corvey e vissuto nel X secolo. L’altro è quello di oggi, successivo di due secoli. Ludolfo era un Canonico Regolare nella cattedrale tedesca di Ratzeburg. Quest’ultima era stata affidata ai religiosi dell’ordine dei premostratensi al tempo del vescovo s. Evermodo. Nel 1236 il nostro Ludolfo, che apparteneva ai suddetti premostratensi, ne venne eletto abate. Contemporaneamente era fatto vescovo della città. Il santo aveva anche la direzione del vicino monastero di Rehna, dove curava con ogni scrupolo l’esatta osservanza della disciplina. Ma erano, quelli, tempi di ferro e Ludolfo ne finì stritolato. Il suo mortale nemico era il marchese di Sassonia, Alberto. Sempre affamata di terre e di denaro, la nobiltà feudale non di rado aveva questioni con le autorità ecclesiastiche. In ballo c’erano quasi sempre diritti, censi, decime, proprietà, confini e quant’altro. Le dispute a volte duravano talmente a lungo da entrare a far parte delle eredità di signori ed ecclesiastici. Fu il caso del nostro Ludolfo, che se ne ritrovò caricato quando diventò abate. E il carico raddoppiò una volta vescovo. Così, erano processi, ricorso ai notai, all’imperatore, al papa. Alle usurpazioni a mano armata, però, un abate e un vescovo potevano rispondere solo coi fulmini dal pulpito. Non sappiamo in quale anno, a un certo punto il marchese decise che era venuto il momento di risolvere la cosa una buona volta. Fece imprigionare e torturare Ludolfo. Poi, visto che non cedeva, lo rilasciò. Ma quello morì per le sevizie subito dopo.