A Ludovici-De Filippi la prima tappa del torneo regionale

Era da poco finita gara4 contro Siena. La Lottomatica, devastata per 49-70, salutava la finale del campionato italiano e nella conferenza stampa del dopo gara, coach Repesa, a precisa domanda sul progetto Roma, spiegava: «Sono ancora un anno sotto contratto con la Virtus, non posso dire nulla. Ma non è l’ora di parlare di contratto». Poco prima, il presidente della Virtus, Claudio Toti, aveva ammesso: «Con Repesa non c’è nessun accordo scritto ma ci siamo parlati e il progetto della Lottomatica va avanti con lui. Tra uomini basta parlare». Perché allora Repesa non ha ammesso in conferenza di essere pronto a continuare con Roma e di aver già parlato con Toti per un progetto magari ancora più prestigioso?
Il presidente della Virtus Roma, Claudio Toti, va ringraziato per quanto fatto in questi ultimi anni, ma anche criticato per indubbie scelte impopolari. Un esempio su tutti: fu lui che pagò l’ingaggio di Anthony Parker ma è stato sempre lui che in buona sostanza lo lasciò andar via (i soldi spesi in seguito superarono ampiamente quelli che servivano per trattenerlo a Roma). Non si discute la passione e l’amore per la Virtus di Toti, bensì ruoli e dirigenti. Costa e Brunamonti sono due pedine di grande levatura. L’ex play della Virtus Bologna è in assoluto uno dei più grandi scopritori di giocatori. Ma serve altro. Manca in società qualcuno che tratti con lo spogliatoio. Un «omone» che sappia prendere anche con maniere dure un Chatman o un Hawkins. Troppe giacche e poche tute in una Virtus che non deve commettere l’errore di dimenticare che questi atleti sono ragazzi e in alcuni casi serve fermezza, durezza, quelle peculiarità che non sono proprie di Brunamonti che come detto, ha altre, eccellenti caratteristiche. Miracoloso sarebbe accogliere in questa veste un autentico maestro qual è Dejan Bodiroga se davvero sceglierà di rimanere a Roma come dirigente. A quel punto tutto si risolverebbe d’incanto.
Ma l’errore più incredibile della gestione Toti è continuare a pensare di scegliere a inverno inoltrato. Il gruppo va assemblato adesso e allenato a fondo in estate, quando si gettano le fondamenta per la stagione che si vuole. E a proposito: quando torna Repesa? Proprio in merito al fondamentale lavoro che va svolto nel raduno estivo, è bene ricordare che coach Repesa partirà a breve per andare ad allenare la sua nazionale, e tornerà chissà quando. Lo scorso anno si presentò il 19 settembre. Inammissibile.