Ludovico Morbioli

Era di Bologna, dove nacque nel 1433 in una famiglia della borghesia agiata. Aveva quattro fratelli e una sorella. Era un bel giovane e molto gaudente. Per far contenta la famiglia si sposò con Lucia di Giovanni Tora ma continuò la stessa vita di prima. Fino al 1462, anno in cui si trovava a Venezia. Qui si ammalò gravemente e fu curato dai Canonici Regolari di San Salvatore. Rischiò di morire ma se la cavò. Dopo una lunga convalescenza accudita amorevolmente dai religiosi, tornò a casa. Ma tutti si accorsero subito che non era più lui. Era intervenuta una profonda conversione e ormai Ludovico viveva solo per la religione. Smise di abbigliarsi alla moda, trascorrendo molte ore in preghiera. Decise di separarsi dalla moglie, la quale acconsentì volentieri. Le lasciò tutti i suoi beni e si fece (pare) terziario carmelitano. Naturalmente, amici e parenti fecero di tutto per dissuaderlo ma Ludovico cominciò ad andare in giro predicando ed elemosinando per i poveri. Andava anche in altre città, sempre esortando al pentimento e ammonendo i giovani a non seguire il suo vecchio esempio. Non badava all’inclemenza del tempo né ai malanni che via via lo affliggevano. In certi periodi intagliava immagini devote nel legno e le vendeva a pro dei poveri. Negli ultimi anni, rientrato a Bologna, andò a vivere in un sottoscala. Quando si ammalò, rifiutò il medico e chiese solo i sacramenti. Morì così, nel 1485. A causa dei miracoli che faceva, dovettero portare la sua tomba nella cattedrale. Ma, per via di certi lavori di ristrutturazione, nel XVI secolo se ne perse ogni traccia.