L'Ue bacchetta l'Agcom: «Sulla rete Telecom siamo noi a decidere»

Il commissario Reding punta i piedi e chiede
di sospendere l'intesa tra l'Authority e il gruppo. In Borsa il titolo sale
ancora: per gli analisti
obiettivi raggiungibili
con l'aumento del canone

Non accenna a chiudersi la partita tra il commissario Ue per le tlc, Viviane Reding e l'Autorità italiana, sulla vicenda degli «impegni» assunti da Telecom per una maggiore apertura della sua rete fissa. Da Bruxelles è arrivata una nuova lettera della Reding, e qualcuno sospetta che gli operatori concorrenti abbiano fatto, per ottenerla, una certa pressione, in cui si ribadisce che «dopo un esame preliminare delle misure da parte dei servizi della Commissione europea, la conclusione è che gli impegni così come sono stati accettati dall'Agcom costituiscono una modifica significativa dei rimedi già esistenti che vanno chiaramente al di là della semplice funzione di migliorare la competitività».

La commissaria Ue quindi chiede all'Agcom «di notificare  formalmente e pienamente questa misura alla Commissione» e di «non applicarla fino a quando saranno in corso tali procedure». Infine «di confermare, insieme alla notifica, che la data di entrata in vigore è stata posticipata in modo da rispettare le procedure». Una posizione che sembra puntare a bloccare l'implementazione dell'intesa Agcom-Telecom prevista per il prossimo primo gennaio, e che sembra non tenere conto della lunga e dettagliata lettera (sei pagine) che il presidente dell'Autorità, Corrado Calabrò aveva inviato alla Reding lo scorso 11dicembre, in occasione dell'approvazione definitiva degli impegni presi da Telecom sulla vicenda dello scorporo funzionale della rete.

Calabrò la settimana scorsa aveva posto in evidenza la differenza tra gli «impegni» e i «rimedi». I secondi sono l'atto conclusivo di un'analisi di mercato, sono «imposti dall'Autorità e rappresentano l'esercizio di un potere». E quindi non soggetti a notifica ed approvazione Ue. Per non esasperare lo scontro si aprono però due strade. Ci potrebbe essere un incontro dopo le feste e, se tutto va bene, la procedura potrebbe entrare in vigore a febbraio. Bruxelles potrebbe però ritenere la decisione sulla rete come un «rimedio» eccezionale. In questo caso l'approvazione della misura spetterebbe all'Ue. Con tempi inevitabilmente più lunghi. Ieri dall'ad di Fastweb Stefano Parisi è arrivata comunque una timida apertura all'operato dell'Agcom: «Gli impegni sulla separazione della rete, se correttamente implementati, sono un primo passo avanti nella direzione della trasparenza del mercato».

Intanto in Borsa il titolo Telecom è salito del 4,09% superando quota 1,1. Un analista di Jp Morgan ha sottolineato in una nota come la proposta di aumento della tariffa di unbundling a carico degli operatori concorrenti per connettersi alla rete Telecom «rende gli obiettivi di margine operativo lordo per il 2009 più realistici».