L'Ue boccia l'Italia sulle frequenze tv Mediaset: nessun rischio per Rete4

La Corte europea di giustizia si è pronunciata in merito
al caso di Europa 7. "Le leggi succedutesi non hanno liberato le frequenze assegnate
ai titolari di concessioni"

Bruxelles - Il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisive è contrario al diritto comunitario. È quanto stabilisce una sentenza della Corte europea di giustizia che si è pronunciata in merito al caso della società di trasmissione radiotelevisive "Centro Europa 7".

Per i giudici Ue "tale regime non rispetta il principio della libera prestazione di servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati" si legge in una nota sulla sentenza diffusa a Bruxelles. "La Corte - prosegue il testo - rileva che l’applicazione in successione dei regimi transitori strutturati dalla normativa a favore delle reti esistenti ha avuto l’effetto di impedire l’accesso al mercato degli operatori privi di radiofrequenze. Questo effetto restrittivo è stato consolidato dall’autorizzazione generale, a favore delle sole reti esistenti, ad operare sul mercato dei servizi radiotrasmessi. Tali regimi hanno avuto l’effetto di cristallizzare le strutture del mercato nazionale e di proteggere la posizione degli operatori nazionali già attivi su questo mercato".

Per la Corte "il limite al numero degli operatori sul territorio nazionale - si legge ancora nella sentenza - potrebbe essere giustificato da obiettivi di interesse generale ma, come stabilisce il nuovo quadro normativo comune per i servizi di comunicazione elettronica, esso dovrebbe essere organizzato sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionali".

Mediaset In merito alla sentenza della Corte di Giustizia europea attesa per oggi, Mediaset, riservando ogni commento all’esito della lettura, osserva sin d’ora che, "quale che sia il contenuto della sentenza, questa non può comportare alcuna conseguenza sull’utilizzo delle frequenze nella disponibilità delle reti Mediaset, inclusa ovviamente Retequattro". È quanto si apprende da una nota del gruppo emessa in relazione a un articolo di La Repubblica che ipotizza l’obbligo di migrazione di Retequattro sul satellite nel caso in cui la Corte di Giustizia Ue dia ragione all’emittente Europa 7, che da anni rivendica il diritto a trasmettere sulle frequenze di Retequattro.

Secondo Mediaset invece il giudizio cui la sentenza si riferisce riguarda esclusivamente una domanda di risarcimento danni proposta da Europa 7 contro lo Stato italiano e non può concludersi in alcun modo con pronunce relative al futuro uso delle frequenze. Infine "quanto all’insinuazione che Retequattro occuperebbe indebitamente spazi trasmissivi a danno di Europa 7, Mediaset ribadisce che Retequattro è pienamente legittimata all’utilizzo delle frequenze su cui opera. Quindi nessun rischio per Retequattro".

Europa 7 vuole frequenze e risarcimento Accoglie con "grande soddisfazione", Europa 7, la sentenza della Corte di giustizia europea. La corte "ha riconosciuto la piena fondatezza di una battaglia giudiziaria portata avanti da ormai molti anni dal suo editore Francesco Di Stefano. La parola passa ora al Consiglio di Stato, che dovrà pronunciarsi sulla richiesta di Europa 7 per ottenere le frequenze "nonché il risarcimento dei danni".