Lufthansa diventa «italiana» e punta su Malpensa

nostro inviato a Malpensa

Il seduttore tedesco atterra a Malpensa deciso a convincere l’Italia che la Germania è un buon partner per Cai. Wolfgang Mayrhuber, presidente e ad di Lufthansa, ricorre alla strategia dei sorrisi mentre illustra i primi passi di Lufthansa Italia, nuovo marchio con cui si presenta. Herr Mayrhuber parla dei «motivi di cuore», dell’«espresso che così buono si beve solo in Italia», ma sa che non sfuggono a nessuno le ragioni materiali che lo spingono a corteggiare uno dei bacini più ricchi d’Europa e il suo scalo lombardo. «Con la nascita di Lufthansa Italia non chiudiamo le porte alla privatizzazione di Alitalia» dichiara Mayrhuber. Ma se Cai decidesse per Air France, «questo non interferirebbe sui nostri piani relativi a Lufthansa Italia».
Insomma, con o senza Cai l’intenzione è conquistare il mercato italiano. Adesso sono state presentate le prime otto destinazioni europee con sei aerei fissi a Malpensa, per il futuro Mayrhuber fa l’esempio di Monaco, arrivato a quota 150 destinazioni: «Non siamo qui a promettere mari e monti ma far crescere hub è un lavoro che sappiamo fare». Arrivano lusinghe anche per Roma: «Alitalia aveva dimensioni tali da non poter sostenere i due hub di Malpensa e Fiumicino. Invece la nostra consolidata strategia multihubbing è un atout per noi». A confermare le «intenzioni serie» per la capitale è il sindaco, Gianni Alemanno, che riferisce in una nota di aver ricevuto rassicurazioni dall’ambasciatore tedesco, Michael Steiner, che il progetto Lufthansa punta a «un bilanciamento tra i due hub di Roma e di Milano».
L’obiettivo è anche frenare Air France, evitando che diventi un competitor pericoloso: «Non deve essere il resto del mondo a venire a collegare l’Europa con loro, ma noi a collegarci con il resto del mondo». La questione è se questi collegamenti globali li farà Sky Team, la rete di Air France di cui faceva parte anche Alitalia ma non (ancora) la nuova Cai, o Star Alliance, il network di Lufthansa. Come nel risiko, la base italiana ha il suo rilievo.
Lufthansa ha pronto il piano “b” nel caso in cui Cai scegliesse Air France. La compagnia tedesca andrà avanti grazie al progetto Scala, l’accordo strategico con Sea (la società di gestione degli scali milanesi). Lufthansa per l’estate 2009 ha chiesto slots (quindi la possibilità di volare) per Roma, Napoli e Catania. Un modo di “parare il colpo” nel caso in cui Air One dovesse entrare in una Cai francofona. Il piano “b” prevede già per giugno la possibilità di far decollare i primi voli intercontinentali per gli Stati Uniti, destinazioni a cielo aperto, dove non c’è bisogno di avere i diritti di volo.
Grazie a Star Alliance, Lufthansa può servirsi per molte rotte intercontinentali di compagnie che già operano a Malpensa. Dal due febbraio, ad esempio, si potrà volare da Parigi a Singapore via Malpensa con un unico biglietto Lufthansa-Singapore Airlines, già acquistabile. Ciò significa che Malpensa di fatto torna a gestire transiti e quindi riprende la strada dell’hub. «La nuova Alitalia non ha vincoli con Sky Team, l’alleanza potrebbe rimanere nella bad company. Inoltre il cambio del network non è critico, si può fare in tempi rapidissimi» si chiarisce durante l’incontro tra Mayrhuber con il presidente della Regione, Roberto Formigoni, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, e il presidente Sea, Giuseppe Bonomi. È Formigoni a mettere la ciliegina sulla torta: «Lufthansa non pone condizioni pregiudiziali su Linate». La seduzione continua.