Lugano apre ai separati: «Ridiamogli l’eucarestia»

S’intitola Non hanno più vino ed è la lettera pastorale del vescovo di Lugano Pier Giacomo Grampa, dedicata alla crisi del matrimonio. Contiene significative aperture proprio sul tema dei sacramenti ai divorziati risposati. Monsignor Grampa chiede un «atteggiamento di grande comprensione e misericordia» che «riduca al minimo i rifiuti a ricevere l’Eucaristia».
Il vescovo di Lugano definisce il matrimonio soltanto civile «una tappa comprensibile in un cammino di crescita e di maturazione, in qualche caso addirittura auspicabile per evitare un matrimonio religioso nullo. Allegato alla lettera c’è il «Piano di pastorale familiare» della diocesi di Lugano, approvato dallo stesso Grampa, nel quale si critica l’«atteggiamento di giudizio e di emarginazione nei confronti dei separati/divorziati che contraddice apertamente il vangelo della misericordia» e si afferma che «è giunto il momento per la nostra Chiesa particolare di muoversi con coraggio su nuove piste verso obiettivi concreti».
Quali? Innanzitutto «una richiesta di perdono da parte della Chiesa diocesana per atteggiamenti poco cristiani di molti suoi figli», quindi una «pastorale dei divorziati e divorziati risposati».
Nel documento si legge che «le disposizioni attuali della Chiesa, applicate con durezza e senza uno sforzo di discernimento pastorale, fanno sentire a volte questi nostri fratelli e sorelle come già giudicati e fissati per sempre nella loro situazione». Per questo «ci chiediamo se dopo un cammino di discernimento e di accompagnamento nella fede di quei divorziati risposati che vivono sinceramente la vita cristiana e ne danno buona testimonianza non sia possibile ammetterli ai sacramenti»