Lui e lei, ciclisti per sempre

Giorgio e Olimpia erano una coppia giovane e molto affiatata. Fino al punto da dedicarsi entrambi alle gare di ciclismo amatoriale in tandem. Sì, proprio una dietro l’altro sulla stessa «dueruote». Tanto per stare sempre insieme, per pedalare nella stessa direzione, in perfetta sincronia. In corsa, come nella vita. Giorgio e Olimpia erano una coppia giovane, molto affiatata e allegra. Avevano un sacco di amici, a Bordighera, ma quando li attaccavano in gara, be’, quello era tutto un altro discorso: «Se si tratta di vincere - ammettevano, ridendo -, possono vincere tutti, basta che vinciamo noi!». Giorgio e Olimpia erano una coppia giovane, molto affiatata, allegra e non si separavano mai. C’è voluto un incidente, una caduta rovinosa alla Brest-Parigi-Brest, una classica, per dividerli. Per sempre. Sembrava la fine di un sogno, che era bello come un sogno e ancor più bello perché era vero. Olimpia ha reagito: «Giorgio voleva che non ci arrendessimo mai. Era fatto così, eravamo fatti così. Lo resteremo per sempre. Devo continuare a pedalare per lui». Ha chiamato a raccolta gli amici ciclisti, ha chiesto di allenarsi con loro, s’è messa di nuovo in testa il caschetto, e soprattutto s’è messa in testa di ricordare il suo «lui» in sella a una bici. Come se Giorgio ci fosse ancora, a pigiare i pedali in perfetta sincronia, sbuffando, arrancando in salita, mollando i freni in discesa... Ora il sellino è uno solo, la bicicletta è un po’ più corta di quella di prima, più leggera. Ma è pronta a giurare, Olimpia, che «quando mi alzo sui pedali, capo chino, e mi sembra di non farcela più, chissà com’è che mi sento come uno che mi spinge. Mi giro, e non c’è nessuno, lo so che non dev’esserci nessuno. Solo una raffica di vento, chissà da dove viene. Eppure era calma piatta, fino a un minuto prima. E anche un minuto dopo». Chissà. Fantasie da ciclista amatoriale. Che corre sempre in tandem. A volte anche col Vento.