È lui il fidanzato perfetto: ha più coraggio di un uomo

Ero sicura: volevo una femmina. Desideravo, più precisamente, una maltesina. L'importante è che non sia maschio, dissi tra me con disprezzo, dopo essere uscita dall'ennesima storia deludente. E poi, con una cagnolina, ero sicura che avremmo avuto più intesa. Era una semplice questione di feeling. Quando lo vidi però, così piccolo e indifeso, un batuffolo di pelo di appena tre mesi, fu amore a prima vista. Era talmente carino, irresistibile e disarmante. Da mangiarselo vivo! mi trovai ad ammettere d'istinto. E la nostra storia cominciò così. Decisi di chiamarlo Romeo perché aveva conquistato da subito il mio cuore.
(...) È un tipo di poche pretese, Romeo. Si può perdere per giornate intere a giocare con cuscini e ciabatte. Non ha davvero bisogno di molto per divertirsi. Al tempo stesso è dolcissimo, ma ha un carattere forte. Quando lo osservo, seduto sulle due zampe posteriori in posizione di attesa, mi dico talvolta che lui è il mio «nano coraggioso». Quando vede un cane più grande gli si presenta davanti impavido e con quello spirito vivace che da sempre lo contraddistingue. «Vuoi giocare?» sembra proporgli senza alcun timore. Romeo è in effetti molto più coraggioso di tanti uomini che ho conosciuto. Affronta tutto direttamente, d'impatto, non si tira mai indietro ed è sempre chiaro e trasparente. Tra noi due non esistono segreti. I primi tempi, quando era cucciolo, piangeva ogni volta che mi allontanavo, era come un bebè. Ero sul set e dovevo tornare in continuazione tra una scena e l'altra a controllare come stava. «Ancora quel cane!» sentivo ripetere da produttori e registi. Ora, invece, gli piace viaggiare e si è perfino abituato a stare con gli altri. In particolare, apprezza molto la macchina. Si accuccia ai piedi del sedile e si addormenta. Si sveglia solo quando arriviamo. Mi salta in braccio e guarda fuori dal finestrino, pronto a scendere gioioso con un balzo e cominciare una nuova avventura. Sta sviluppando un bel carattere, perché è molto attaccato a me ma non è geloso. A volte, scherzando, dico agli amici che Romeo è il fidanzato perfetto.
(...) La domenica è il nostro giorno preferito. Voglio che anche lui si goda la festa. Allora preparo un primo, spesso i tortellini, proprio pensando a lui. Lui mi osserva mentre li butto lentamente nell'acqua calda, aspettando paziente con quegli occhi da casanova che sono capaci di strapparmi il cuore. Così, grazie a Romeo, in famiglia abbiamo cominciato una sorta di «saga del tortellino», una grande festa che raccoglie tutti: amici, fidanzati, parenti. E cani!