«Lui mi ha mollata», ragazza di 17 anni si impicca a scuola

La giovane frequentava il quarto anno di un istituto professionale a Monterotondo. Durante la prima ora è andata in bagno e si è suicidata utilizzando una corda presa in palestra. In una lettera i motivi del suo gesto. I compagni: «Era ossessionata dalle diete»

Aveva buoni voti, era seguita dai genitori ed era molto bella la studentessa di 17 anni che si è impiccata ieri nel bagno della sua scuola, a Monterotondo. Una delusione d'amore a quanto, pare, all'origine del suo gesto. Lo ha scritto lei stessa, in una lettera che ha lasciato ai genitori, che lui l'aveva mollata per un'altra. Anche su Facebook aveva accennato alla sua delusione sentimentale: prima che la sua pagina venisse bloccata aveva scritto «cry» accanto al suo nome. «Soffriva per amore. Era innamorata di un ragazzo più piccolo che ultimamente non la considerava. Non si decideva e lei ci stava male», raccontano le sue amiche. Quanto male nessuno lo aveva capito. Nè a casa, nè all'istituto professionale Marco Polo dove frequentava il quarto anno. Era nata in Polonia, ma viveva in Italia da sempre. Con la mamma casalinga e il papà, tecnico in una concessionaria di auto. A lui, ieri mattina, aveva chiesto scusa per la pagella, abbracciandolo forte. Ma in testa non aveva i voti, che pure non erano così male, piuttosto pensava a quel ragazzetto che non se la filava. Così, durante la prima ora di lezione, è andata in bagno e si è impiccata con una corda presa in palestra. L'hanno trovata i bidelli poco dopo le nove e subito hanno chiamato le professoresse. Due insegnanti di educazione fisica hanno cercato di rianimarla con il massaggio cardiaco, ma è stato inutile. È morta prima di arrivare in ospedale. Diversi compagni l'hanno vista per terra, con la corda ancora al collo. Una studentessa e una docente hanno avuto un malore.
Era molto carina, ma si sentiva grassa ed era fissata con le diete, raccontano gli amici. Forse per questo credeva di non piacergli a quel tipo che le aveva spezzato il cuore. Era anche ricorsa al sostegno di uno psicologo della scuola. Ma quanto fosse pesante il suo disagio interiore nessuno lo aveva capito.