Lui: «Non accuso il governo, però...»

«Anziché giocare col partito democratico, dovevamo pensare ai nostri elettori»

Sono passate le 19,40 di ieri. Il presidente uscente della Provincia di Genova Alessandro Repetto scende dal suo ufficio del palazzo in largo Eros Lanfranco e va a farsi intervistare dalle televisioni. È chiaro che fra un paio di settimane andrà al ballottaggio. Gessato grigio, sorriso appena accennato. Pensava di vincere al primo turno. Spiega che la sconfitta del centrodestra non era poi così annunciata. Allarga le braccia. Recita un mea culpa, ma denuncia anche uno scontento generale e una mancanza di unità del centrosinistra.
«Abbiamo fatto molti errori - dice Repetto -. La mancata affluenza alle urne, stavolta, è da registrare nei nostri elettori. Purtroppo. Non voglio dare la colpa al governo centrale, come fanno tutti, Ma credo che qualche elemento di riflessione lo dobbiamo fare, anche come unità dell’Unione, perché ci siamo divertiti a fare congressi, siamo andati a Roma, si è discusso del partito democratico che partirà, ma intanto i risultati delle amministrative li raccogliamo ora. A Genova abbiamo notato un calo soprattutto nelle roccaforti del ponente, dove vincevamo anche con il settanta per cento dei voti. Tutto il centrosinistra deve fare un atto di pentimento e un esame di coscienza per riprenderci la vittoria al ballottaggio. Personalmente, tuttavia, posso tranquillamente affermare di non avere preso sottogamba la sfida elettorale». Poi Repetto volta pagina. Comincia a difendere l'amministrazione e i progetti per il levante e l'entroterra, ma anche per il ponente genovese. Spiega come rimboccarsi le maniche per vincere e tende la mano all'Italia Di Mezzo. «Spero che il candidato Fabio Broglia - continua Repetto - persona che stimo e con la quale ci possono essere intese piuttosto che con lo schieramento della mia avversaria Renata Oliveri, in questo paio di settimane si schieri a nostro favore. Non mi sembra che i suoi voti siano di elettori del centrodestra. Ai miei sostenitori, invece, voglio ripetere che occorre ancora lavorare per l'unità senza disperderci. Il crollo è stato generale anche per le altre province del settentrione. Come amministrazione abbiamo lavorato bene investendo in quelle zone dove, paradossalmente, abbiamo perso voti. Qualcuno ha accennato a ospedale di Voltri, inceneritore e altro, ma non credo siano questi i motivi del calo di consenso. La gente è scontenta a livello nazionale e ne abbiamo pagato le conseguenze anche a Genova».