Lui la tradisce, lei lo licenzia come marito e come dipendente

Uomo sorpreso con l’amante in una camera d’albergo sulla costa spezzina dove lavorava per conto della società della moglie

A Carrosio «soggiornò fanciullo» persino papa Benedetto XV «discendente dai feudatari» del posto, come recita ancor oggi una lapide affissa sulla palazzina che accolse il futuro pontefice. Ma chi proprio non riesce a trovare neppure un posto dove stabilire almeno il domicilio sono ben quattro consiglieri comunali del piccolo borgo dell’Alessandrino, vecchio possedimento della Repubblica di Genova. Eletti alle ultime amministrative, ben consci del fatto di non averle vinte ma di aver conquistato solo gli scranni dell’opposizione, i quattro spererebbero almeno di non essere trattati così da foresti. Il sindaco però sembra irremovibile. Lo statuto del Comune gli dà una mano e così lui non indietreggia. Se vogliono fare i consiglieri, almeno un domicilio a Carrosio lo devono avere. Insomma, un posto dove spedirgli le convocazioni delle sedute e gli atti in discussione. Valerio Cassano, primo cittadino del borgo, ha detto di essere persino disposto ad accontentarsi di avere almeno uno dei quattro consiglieri di opposizione rintracciabile ad un indirizzo raggiungibile. La storia sembra paradossale, ma è un misto di vittoria della legge sulla logica e di schermaglie politiche. Perché in fondo il sindaco avrebbe pure ragione a non essere felice per la presenza dei quattro moschettieri dell’opposizione. Non tanto per la loro azione politica, quanto perché hanno ottenuto quei posti con un numero irrisorio di voti. Colpa della legge elettorale, che riserva comunque all’opposizione un numero minimo di poltrone, indipendentemente dalle proporzioni della vittoria o della sconfitta alle urne. E così, se anche «quasi» tutti i 465 abitanti di Carrosio hanno votato per l’attuale sindaco, quel «quasi« riconosce a Angelo Maria Cignatta il ruolo di capo dell’opposizione e di leader degli altri tre colleghi che si erano presentati con lui nella lista «Azione Sociale». Che poi non siano neppure del posto,e addirittura di Torino, poco importa.
Ma perché è nata la grana del domicilio? Perché di solito il bilancio comunale non viene gravato delle spese di raccomandate per convocare i consiglieri. Ma con i quattro dell’opposizione si rischia il dissesto finanziario. La controproposta di Angelo Maria Cignatta è semplice e tecnologica: «Usate il fax o la posta elettronica, come si fa ovunque». La parola passa al segretario comunale. Intanto l’opposizione ha promesso di «cercare casa» nel comune dove «soggiornò fanciullo» persino un papa.