Luigi Tenco e una seduzione senza fine

Enrico Pierannunzi e Ada Montellanico in concerto il 30 settembre all’auditorium con uno spettacolo dedicato al cantautore

Pier Francesco Borgia

Da anni Ada Montellanico, tra le voci più apprezzate del panorama jazz di casa nostra, sta svolgendo una lodevole quanto coraggiosa ricerca. «Credo sia necessario scoprire o riscoprire gli standard della canzone italiana» chiosa la cantante. Ed è proprio durante una delle tappe più recenti di questo lungo viaggio che la Montellanico si imbatte nei testi e nella musica di Luigi Tenco, sfortunato quanto celebrato post mortem protagonista della canzone italiana negli anni Sessanta.
«Mi è stato chiesto di scrivere un libro su di lui - racconta la Montellanico che si appresta a presentare al pubblico dell’auditorium la sua ultima fatica discografica in coppia con Enrico Pierannunzi, proprio dedicata all’autore di Mi sono innamorato di te -. Durante le mie ricerche ho conosciuto i nipoti di Tenco che mi hanno messo a disposizione alcuni suoi testi inediti. Da qui è nata l’idea per un disco. Ne ho parlato con Pieranunzi che si è subito dimostrato entusiasta del progetto».
Il disco esce in questi giorni. Lo pubblica la casa discografica Egea e si intitola Danza di una ninfa. Il cd contiene otto canzoni composte dagli stessi Montellanico e Pieranunzi su testi di Tenco. Tra le altre tracce anche una calibrata e matura interpretazione di Mi sono innamorato di te. Quello che si dice, insomma, uno standard italiano. «Una tradizione - spiega ancora la Montellanico - da rinverdire grazie alle nuove sonorità e suggestioni musicali che il jazz italiano sa oggi proporre».
Dal disco sta per nascere anche uno spettacolo che girerà in lungo e in largo il Bel paese. A cominciare dalla «prova generale» in programma il prossimo 30 settembre alla Sala Sinopoli del Parco della musica.
Con Ada Montellanico ed Enrico Pieranunzi, saliranno sul palco gli stessi musicisti che hanno reso possibile il disco. A partire da Paul McCandless (fiati), prestigioso polistrumentista americano. Senza dimenticare però Bebo Ferrara (chitarra), Luca Bulgarelli (contrabbasso), Michele Rabbia (percussioni) e Piero Salvatori (violoncello).
Questo concerto costituisce, quindi, un’occasione ghiotta per gli amanti del jazz e della canzone d’autore. Si potrà infatti apprezzare dal vivo il sottile gioco di interazione tra la Montellanico che rende la parola «suono» e Pieranunzi che trasforma il suo piano in «parola». Ma soprattutto sarà il modo giusto per riscoprire in una veste nuova e inaspettata l’originalità e profondità di Luigi Tenco, un’artista tra i più importanti mai apparsi sulla scena musicale nostrana.