Luigi Versiglia e Callisto Caravario

Il Versiglia, salesiano, era nato nel 1873 a Oliva Gessi (Pavia). Nel 1906 capeggiò la prima missione di salesiani in Cina. A Macao diresse l’orfanotrofio, cui aggiunse le scuole professionali. Ma nel 1910 il governo anticlericale portoghese fece piazza pulita dei religiosi anche nelle colonie. Riparati a Hong Kong, ai salesiani fu affidata la missione nel Kwang Tung, di cui il Versiglia divenne capo; fu poi vescovo e vicario apostolico nel 1921. Seminò la zona di sua competenza di scuole, anche magistrali, e orfanotrofi, più un seminario per gli autoctoni. Ben quattro volte venne catturato dai pirati, ma ogni volta riuscì a cavarsela grazie al suo fermo e sereno coraggio. L’altro salesiano, il Caravario, era nato a Cuorgné Canavese (Torino) nel 1904, aveva studiato a Valdocco e nel 1924 aveva chiesto di partire missionario. Mandato in Cina, nel 1929 era stato ordinato sacerdote dal Versiglia, che lo aveva inviato, solo, nella lontana Lin-chow. Alla prima visita pastorale del Versiglia, sei mesi dopo, il Caravario andò a prendere il vescovo a Shiu-chow, in barca. Con lui erano alcuni cristiani cinesi: due maestri, una maestra e una catechista. Era il 1930 e, mentre il sestetto risaliva il fiume, un’imbarcazione carica di rivoluzionari comunisti assalì la loro barca. Volevano le donne. Incontrarono, sì, la resistenza dei due missionari e degli altri due uomini, ma il loro numero (e le armi) ebbero ragione dei quattro cristiani. Vennero portati a riva e trucidati. Tutti gli oggetti religiosi trovati a bordo furono presi a sputi e poi bruciati.