Luigi Zampa, la satira graffiante di un italiano anticonformista

Pochi autori, come Luigi Zampa, hanno saputo tratteggiare la società italiana senza fare sconti, denunciandone falsità e inganni attraverso una satira bonaria e inimitabile. Filo logico coerente con quella sua onestà intellettuale che gli ha fatto sempre evitare un certo snobismo culturale, che ancora oggi prevale in alcuni dei nostri registi. Il suo, in fondo, è stato il cinema del popolo oppresso da ogni forma di potere e prepotenza. Un (as)saggio ci è dato, da oggi all’Oberdan, dalla Cineteca Italiana, che gli dedica un miniciclo: Gli anni difficili di Luigi Zampa, prendendo in esame la parte più florida della produzione, quella che spazia dal 1946 al '52. Si parte, stasera, con una doppia proiezione (alle 17 e alle 19) di Vivere in pace, film del '47 che, al Festival di Locarno, gli fece vincere due Nastri d'Argento e fu premiato dai critici di New York come miglior pellicola straniera dell'anno. E' la storia di due soldati americani, uno bianco l'altro nero, fuggiti dalla prigionia, che durante la guerra trovano rifugio da un contadino umbro (Aldo Fabrizi) fraternizzando anche con un soldato tedesco. Il film è uno splendido ritratto dello smarrimento di un intero popolo costretto a pagare le conseguenze di un conflitto che non gli appartiene. Sempre oggi, ma alle 21, spazio a Gli anni difficili, film passato anche alla storia per le polemiche che suscitò. Nel racconto delle vicissitudini dell'impiegato antifascista Aldo Piscitello (Umberto Spadaro), costretto per necessità, durante il Ventennio, a prendere la tessera del partito (iscrizione che gli costerà paradossalmente il posto dopo la Liberazione mentre gli ex-fascisti saliranno velocemente sul carro dei vincitori), Zampa denunciò i voltagabbana politici nazionali. Durante la serata sarà presentato il cofanetto dvd curato da Cineteca Italiana (edito da Medusa) contenente, oltre ad Anni difficili, anche Quel fantasma di mio marito. Domani, alle 17, è in calendario L'onorevole Angelina, probabilmente il suo film migliore grazie anche a una superlativa Anna Magnani. E' la storia di una popolana, madre di cinque figli, che guida l'assalto ai magazzini di pasta di un uomo dedito alla borsa nera; diventata famosa viene invogliata ad intraprendere la carriera politica. Dopo un arresto, decide di tornare a fare la casalinga. Infine, domani alle 21.30, da non perdere Processo alla città, con Silvana Pampanini e Amedeo Nazzari, che racconta l'omicidio dei coniugi Ruotolo da parte della camorra napoletana. Il film, Nastro d'Argento, prende spunto da una reale vicenda di cronaca (quella dei coniugi Cuocolo) per raccontare la lotta di un giudice istruttore contro i potentati camorristici di inizio dello scorso secolo.