Luino è la capitale della sua commedia umana

Eccoli, i personaggi che già conosciamo: improbabili, stralunati, eppure così reali. Si muovono tra Arona, Lesa, Angera e tutte le altre località sul lago Maggiore. Hanno trascorso l’intera esistenza sulle sponde del lago, oppure ci sono passate per poco, come brevi apparizioni. È l’ambiente di Piero Chiara. E la sua scrittura fresca, maliziosa ma mai volgare è riconoscibile fin dalla prima riga, dalle prime parole.
Il rispetto della legge e altri racconti, in uscita il 31 maggio per l’editore SE (pagg. 134, euro 16) propone brevi narrazioni (delle quattro inedite ne proponiamo una in questa pagina) che vanno ad aggiungere tasselli all’affresco composito, brulicante e vivo che è la provincia vista da Chiara. La memoria dello scrittore scova un personaggio, fa riemergere una storia e la sua penna la fissa sulla pagina con facilità e con un sorridente ammiccamento: un amico di collegio sparito sulla scia dei poco puliti affari paterni; una famiglia incontrata durante le passeggiate domenicali; la vita del padre siciliano vissuto a Napoli per vent’anni, prima di approdare alle rive del lago e ormeggiare la sua vita a Luino. E poi le chiacchiere di caffè, gli amori fugaci.
Ci sembra di riconoscerli, di averli già visti anche noi, tanto sono familiari. E qualcuno è davvero un volto noto: il signor Felice, per esempio (Gente di Luino), che lo scrittore svela essere il Rimediotti di Il piatto piange. Si tratta di schizzi narrativi probabilmente destinati a essere ampliati. Forse il Trench, la Rosetta, l’anonimo brigadiere dei carabinieri aspettavano una più completa versione delle loro piccole storie. Questo senso di incompiutezza in particolare si nota nei racconti inediti, che appaiono troncati sul finire, come se l’autore li avesse da poco abbandonati in un cassetto, in attesa di riaprirlo per continuare la scrittura. Ma, lungi dal rappresentare un limite, questa freschezza di appunti li fa apparire più reali: immagini della vita di provincia, ricordate con un sorriso.