Luis Enrique e la gomitata «mondiale»: «So che è pentito. Darò la mano a Tassotti»

Roma Lo stile delle Asturie. «Tassotti? Gli darò la mano. Il peccato è che siamo più vecchi di 17 anni. Non ho nessun problema con lui. Quello che succede in campo finisce lì». Boston 1994, quarto di finale mondiale. L’azzurro rifila una gomitata allo spagnolo. Naso rotto per la «furia rossa», otto giornate di squalifica per l’azzurro con la prova tv. «So come è Tassotti come persona, perché ha giocato con Rijkaard che è stato mio allenatore e so che lui era pentito da tanto tempo. Gli darò la mano».
Non fu così anni fa in un’amichevole a Washington, quando Mauro fu respinto dallo spagnolo, che ancora giocava nel Barcellona. Ma stasera l’occasione è giusta: uno da diverse stagioni nello staff tecnico del Milan, l’altro alla guida della Roma, il «privilegiato» Luis Enrique. La risposta a Montella che aveva detto: «Al suo posto mi avrebbero già esonerato». Lo spagnolo resiste, anche perché i frutti, soprattutto sul piano del gioco, si vedono già. Dice di non guardare la classifica, anche se è determinante. Ma vuole rivedere la Roma che ha perso col Genoa. «La più bella partita, non avevo mai visto la squadra giocare così per 90’. Anche se manca qualcosa come la finalizzazione». Recupera Pjanic, non Totti «che è diverso, prima torna meglio è». Ma vuole risposte da tutti: «È la terza gara in una settimana. Ma ho visto i ragazzi in crescita, credo che ce la faremo». Fiuta il momento: «Bella prova, si può vincere».