Luisi «mescola» Haydn e Beethoven per regalare emozioni al pubblico

Dalla gloriosa Dresda, capitale della Sassonia, storico crocevia musicale europeo, e fra Sei e Settecento importante piazza anche per l’opera italiana - vi sono passati impresari, compositori, e più di recente il direttore Giuseppe Sinopoli - giunge a Roma Fabio Luisi, ospite della stagione sinfonica di Santa Cecilia, circondato di fama ed onori guadagnati tutti rigorosamente all’estero: Graz, Vienna, Monaco e Dresda, dove si è insediato, dalla passata stagione, a capo della Staatskapelle e della Semper Oper. Chi non conosce bene la storia della musica, fatica a immaginare quanto prestigiosa sia la Staatskapelle di Dresda: compagine storica, spesso paragonata - o addirittura anteposta - agli stessi Berliner Philharmoniker; sul cui podio sono passate le bacchette più importanti di ogni tempo, tenendovi a battesimo capolavori memorabili, e che già Beethoven, reputava «la migliore orchestra d’Europa».
Di quella orchestra, il cui suono austero e gelosamente custodito, è riconoscibile fra tanti, è ora direttore Fabio Luisi. Genovese, Luisi ha avuto un esordio abbastanza regolare, ha fatto il suo apprendistato come maestro sostituto, a fianco di Leyla Gencer, e poi di Rodolfo Celletti, che lo scritturò con il medesimo incarico, per una decina d’anni, al Festival di Martina Franca. Luisi, come Pappano, ha appreso il mestiere di musicista lavorando con grandi artisti, con i quali ha approfondito il repertorio; senza mirare, agli inizi, alla carriera di direttore d’orchestra, che, solo in seguito, ha abbracciato e svolge ora con risultati eccellenti.
Luisi porta a Roma, un programma ben congegnato benché inconsueto, di sicuro interesse per il pubblico alla ricerca di nuove emozioni. Innanzitutto la beethoveniana Messa in do maggiore op.86, percorsa da intima tenerezza, cui si ispirerà Franz Schubert per le sue Messe. Beethoven la scrisse negli stessi anni della Pastorale, su richiesta di Nicola Esterhazy, destinatario di numerose Messe di Franz Joseph Haydn. Del quale, nel corso del concerto, si ascolterà la Sinfonia n.49 in la minore detta la Passione, per il tono «pensoso» e forte di emozione. Ma il concerto si aprirà con l’Adagio e Fuga in do minore K.546 per archi di Mozart, che anticipa le tinte scure e pensose della sinfonia di Haydn.
Sala Santa Cecilia. Oggi alle 18, lunedì 23 ore 21, martedì 24 ore 19.30. Info: 06.8082058.