Lukather: lirico e plateale ricorda la gloria dei Toto

Steve Lukather, a suo tempo compartecipe dell’ormai trascorsa gloria dei Toto, non si smentisce in quest’album da solista che sembra voler rivendicare quell’antica gloria, cristallizzandola in un tempo senza tempo, impermeabile al gocciolare delle stagioni e ancor più dei decenni. Dunque fin dall’inizio il clima, nonché il lessico, è assolutamente prevedibile: un bel coro femminile, un ritmo che martella, melodia ariosa che ne ricorda molte altre, e ovviamente la chitarra di Lukather, che sgrana assolo rapidi e fluenti, pazienza se non proprio inediti. Nel secondo brano pianoforte e chitarra duettano con grazia asprigna, e insomma riecco la ricetta Toto: lirismo, inflessioni classicheggianti - almeno nelle intenzioni, ché la vera classicità non invecchia - e platealità à go go.

Steve Lukather Ever changing times (Frontiers)