L'ulivista Monaco: "Il Pd? E' un partito surreale" Il "day after" di Walter: tutto come prima

Continua lo scontro nel Pd: "Votano un documento unitario e, il giorno dopo, Veltroni e
D'Alema, riprendono a cantare opposte canzoni su amalgama, primarie,
correntismo&quot;. E Cicchitto attacca: Walter ha rifatto il partito dei giudici. <a href="/a.pic1?ID=316181" target="_blank"><strong>Veltroni vuol cacciare i &quot;capibastone&quot; ma...</strong></a>

Roma - "Altro che partito vero, il Pd è partito surreale. Votano un documento unitario e, il giorno dopo, a distanza, Veltroni e D'Alema, riprendono a cantare opposte canzoni su amalgama, primarie, correntismo". Lo dichiara Franco Monaco, esponente ulivista del Pd. "Se le cantano il giorno prima e il giorno dopo, ma il giorno giusto, nella sede appropriata, fanno finta di essere d'accordo. Di più - prosegue Monaco - tutti a dire che Veltroni non è un problema e, sempre il giorno dopo, Bersani si dice pronto a prenderne il posto più in là. Sì, Bersani, il solo che avrebbe potuto fare delle primarie Pd non un rito plebiscitario ma una competizione vera per un partito vero, visto che il partito leggero non gli piace, ma che si ritirò su ordine della vecchia "ditta" Ds. E questi predicano un partito vero... Naturalmente sempre rinviato a domani. Ma - si chiede infine Monaco - ci sarà ancora il Pd?".

Cicchitto: Walter ha rifatto il partito dei giudici "Apprendiamo dall'indubbia sincerità di Walter Veltroni, di cui dobbiamo dargli atto, che il Pd è popolato da capibastone, dei quali, a costo di perder voti, il segretario spera di liberarsi al più presto con l'ausilio di alcuni agguerriti magistrati inquirenti", attacca il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto secondo il quale "con questa affermazione il cerchio è chiuso. Fra le varie ipotesi politico-culturali che aveva di fronte a sé, Veltroni ha scelto di rifare del Pd il partito dei giudici". Cicchitto ritiene che "un tale partito è esposto senza alcuna difesa alle loro eventuali, ed anche capricciose, retate e, come tale, inevitabilmente subalterno al partito dei giudici di serie A guidato da Di Pietro, che di questo tipo di forza politica ha il marchio di fabbrica". "Se questa ipotesi andasse avanti - argomenta il capogruppo del Pdl - il rischio di una involuzione politica è molto seria, indipendentemente da ciò che predicano quotidianamente i cosiddetti fautori del dialogo, che ne parlano a prescindere da ciò che accade nella realtà politica. E' auspicabile, invece, che nel Pd emerga, finalmente, un serio dibattito tra garantisti e giustizialisti; solo se emergerà una tendenza di questo tipo si potrà parlare seriamente di confronto ed anche di dialogo, che in filosofia è un significativo concetto propugnato da Guido Calogero e che in politica o è una cosa seria, sostenuta da forze politiche che si impegnano a realizzarlo, o è una mistificazione per coprire le peggiori nefandezze". "Per parte nostra - conclude Cicchitto - siamo favorevoli ad un confronto serio con il Pd, ma siamo anche preoccupati da tutto ciò che emerge da esso. Può darsi anche che l'attuale confusione del Pd derivi da preoccupazioni di altro tipo. Certo é che la situazione romana, dove Romeo con le giunte passate ha fatto il bello ed il cattivo tempo, alla luce di quello che sta avvenendo, è esposta a qualunque sorpresa."