L'ultima mossa dei frondisti, Scajola avverte: "Partito mai nato, il Cavaliere dia una scossa"

La prova muscolare dei malpancisti del Pdl, impegnati a rendere
credibile l’operazione a tenaglia orchestrata da Scajola e
Pisanu, continua. L'ex ministro frena: "Non siamo carbonari". Alfano: "Apriamo il confronto". Fra quindici giorni il confronto con Alfano

Roma - Quindici giorni. Quindici giorni per imporre al governo «una grande scossa, altrimenti questo Paese non si salva». Quindici giorni in cui reclamare un progetto di fine legislatura, licenziando un decreto sviluppo da «segnare» in aula con quattro o cinque emendamenti mirati. Quindici giorni in cui verificare se il confronto annunciato con Angelino Alfano produrrà frutti concreti. Uno spazio temporale in cui riconquistare centralità politica e mettere alla prova la tenuta dei propri seguaci, ancora divisi tra falchi o colombe, e la loro disponibilità a spingere eventualmente il confronto fino alla (difficile) formazione di gruppi parlamentari autonomi.
La prova muscolare dei malpancisti del Pdl, impegnati a rendere credibile l’operazione a tenaglia orchestrata da Claudio Scajola e Giuseppe Pisanu, continua. E viene rilanciata direttamente dall’ex ministro dello Sviluppo Economico che, intervenendo alla kermesse organizzata da Gianfranco Rotondi, si rivolge direttamente al premier. «Berlusconi può ancora essere il protagonista di una nuova fase ma a condizione di guidare un governo con una maggioranza più vasta. È necessario che Berlusconi, che negli anni ’90 ha fermato la macchina da guerra di Occhetto, oggi colga la necessità di essere protagonista di una grande scossa, di una grande svolta, altrimenti questo paese non si salva» rilancia Scajola. «Si è fatto molto rumore per nulla. Non siamo né carbonari né quelli che pugnalano alle spalle» continua. «Il Pdl non è mai nato e ora c’è bisogno di costruire un percorso dove il nuovo Pdl possa diventare il raccoglitore di un partito dei moderati. Nessuno può pensare che possa rinascere la Dc ma credo sia utile che si possano ritrovare insieme coloro che si riconoscono in certi valori».
L’affondo di Scajola non lascia il Pdl indifferente. Da parte del segretario, ad esempio, arriva una promessa di dialogo. «La prossima settimana avrò un incontro con Scajola per valutare insieme quali siano i quesiti politici forti che intendiamo considerare con serietà» annuncia Angelino Alfano. «Non sono preoccupato della fronda interna. Sono convinto che ci siano soggetti importanti come Scajola che pongono questioni che non vanno sottovalutate». Parole al miele seguite da un commento sulla possibile apertura a Pier Ferdinando Casini. «Non ho mai interrotto il dialogo ma non deve essere un bla bla reciproco» dice l’ex ministro della Giustizia. «Noi abbiamo intenzione di fare qualcosa di ambizioso, ossia unire i moderati sotto la bandiera del Ppe. Non ci sono ragioni per cui ciò che è unito in Europa debba essere diviso in Italia».
Un ulteriore segnale di attenzione verso i ribelli viene indirizzato da Sandro Bondi che si dice «certo che gli amici Scajola e Pisanu che hanno svolto in questi anni un ruolo importante politico e governativo sapranno offrire il proprio contributo alla nuova fase aperta con l’elezione di Alfano e con la prospettiva della costituente del popolarismo europeo». L’operazione di ricucitura è dunque iniziata. E potrebbe svilupparsi anche attraverso la convocazione della Direzione nazionale. Un modo per sciogliere le trame, portare alla luce il disagio sotterraneo e trasformare un accenno di rissa in un confronto franco e leale.