L'ultima sul caso Strauss-Kahn: "La cameriera è una prostituta"

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Secondo il <em>New York Post</em>, la cameriera del Sofitel di Manhattan
che ha accusato di stupro l'ex direttore del Fondo monetario
Internazionale sarebbe una prostituta. Intanto Strauss-Kahn è uscito di prigione (<strong><a href="http://www.ilgiornale.it/video/strauss_kahn_torna_liberta/id=kahn_fuori" target="_blank">Guarda il video</a></strong>), mentre la falsa accusatrice ora <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/la_vittima_ha_detto_mille_bugie_ora_ris... target="_blank">rischia vent'anni di carcere.   </a></strong>
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New York -  La cameriera del Sofitel di Manhattan che ha accusato di stupro Dominique Strauss-Kahn, l’ex numero uno del Fondo Monetario Internazionaler (Fmi), nei cui confronti sono stati revocati ieri gli arresti domiciliari, sarebbe una prostituta. Lo scrive con ampio rilievo il New York Post online, solitamente bene informato sulla cronaca giudiziaria della Grande Mela. "Le indicazioni in base alle quali la donna lavorava come prostituta d’albergo potrebbero spiegare perché Strauss Kahn insiste con l’affermare che l’incontro era consensuale". Inoltre, stando a quanto rivelato da una fonte vicina all’inchiesta, la cameriera dell’Hotel Sofitel faceva il doppio lavoro, intascando "laute mance" dagli ospiti dell’albergo.

La donna non ha credibilità Il primo colpo di scena nella tormentata vicenda giudiziaria di Dominique Strauss-Kahn si è verificato ieri: le accuse di stupro il 14 maggio al Sofitel di New York si sono sgretolate e all’ex numero uno del Fmi, da quasi due mesi sulla graticola, sono stati revocati gli arresti domiciliari. Ora l’economista francese è un uomo libero, o quasi, anche se il caso non è ancora chiuso. Ma secondo la stampa Usa, la procura di New York potrebbe decidere di lasciar perdere tutte le accuse, dato che la donna non ha più nessuna credibilità e le possibilità di vincere un’eventuale causa sono vicine allo zero.

Sue dichiarazione erano false La cameriera ha ammesso di avere mentito alla giustizia, sotto giuramento, rischiando ora fino a cinque anni di carcere e l’espulsione dagli Usa ma continua a mantenere le sue accuse nei confronti di Strauss-Kahn. Riferendosi a sue dichiarazioni in tribunale, in una lettera il procuratore distrettuale Cy Vance ha scritto che la cameriera "ha ammesso che le sue dichiarazioni erano false e che dopo l’incidente nella suite 2806 (quella dove alloggiava Dsk, ndr.), è andata a pulire una stanza vicina ed è poi tornata nella 2806 ed ha iniziato a pulire la suite prima di segnalare l’incidente ai suoi superiori".

Secondo il New York Times, i primi seri dubbi degli inquirenti erano emersi sin dai primi giorni, dopo che era stata intercettata una telefonata della donna, in cui chiedeva ad un amico carcerato in Arizona come trarre vantaggi finanziari dalla vicenda.