L'ultimatum del premier: "Un patto con i moderati La notte porti consiglio"

Il presidente del Consiglio al Senato chiede la fiducia: "No a crisi al buio". Poi avverte: "E' il popolo a decidere chi governa". E ai partiti moderati dice: "Non gettate via quanto abbiamo
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Roma - "Abbiamo bisogno di continuità e cooperazione politica: abbiamo bisogno di tutto tranne che di una crisi al buio senza che ci siano alternative valide". A Palazzo Madama per chiedere la fiducia al governo che si voterà domani, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna a lanciare un messaggio di unità a tutto il Paese: "I cittadini non vogliono che le decisioni possano essere prese con logiche a loro estranee. Se il governo ha mal operato deve essere il popolo a decidere". Fiducioso del risultato, il premier assicura che "il voto aprirà una fase politica nuova" e "consentirà di completare le cinque azioni strategiche" messe a punto dal governo. Poi lancia un appello ai moderati: "Se il governo otterrà la fiducia da domani lavoreremo per questa finanlità, per ricomporre l’area moderata per allargare quanto più possibile l’attuale maggioranza a tutti coloro che condividono i valori moderati". Infine ai finiani chiede "con cuore" di riflettere: "Spero che questa notte vi porti consiglio...".

Il potere del popolo "Abbiamo bisogno di continuità operativa, di un governo in perfetta efficienza, di collaborazione istituzionale ampia, di tutto tranne che di una crisi al buio senza un’alternativa a quella espressa dagli italiani", spiega il Cavaliere ricordando che "il dato certo nel nostro sistema è la volontà di potere scegliere da chi essere governati". "La gran parte dei cittadini non vuole che le decisini prese al momento delle elezioni possano venire modificate da logiche a loro estranee - puntualizza il presidente del Consiglio - deve essere il popolo a decidere. Se questo principio viene violato si tradisce la lettera della Costituzione". Il premier indossa un abito grigio di alta sartoria e sfoggia in Aula una cravatta blu scuro a tinta unita con cucite al centro tre bandierine tricolori con sotto la scritta "1861-2011".

Nessuna crisi al buio "Non riesco a comprendere quale spirito animi chi vuole aprire tutti i costi una crisi al buio - si chiede il Cavaliere - chi serve una crisi al buio? A cosa mira chi la pretende? Forse spera nel doppio risultato che dalla paralisi nasca un ribaltone?". Ma Berlusconi sottolinea che chi insegue questo obiettivo si illude dal momento che "è una vana speranza". "Nessuno - aggiunge il premier - deve agire come se la nostra democrazia possa essere ridotta a teatro di inconcludenti velleità". Secondo il premier, infatti, è "difficile" non considerare quanto siano "pretestuose, generiche e qualunquiste le critiche" di chi vuole delegittimare l’azione del governo.

L'appello ai moderati "Non gettate via quanto abbiamo costruito insieme in tanti anni". Berlusconi lancia un appello chiaro a quei parlamentari che "hanno aderito ad altri gruppi" ma che sono stati eletti nel 2008 con il Pdl che "hanno votato più volte la fiducia e da ultimo il 29 settembre, a chi ha fatto parte del governo e che dunque conosce il tanto che è stato fatto". Il Cavaliere si dice "certo che nessuno di voi ha dimenticato la lunga strada che abbiamo fatto insieme dal 1994 a oggi, le tante battaglie, le mete raggiunte". E avverte: "Sono certo che nel vostro intimo sapete bene che il governo non ha demeritato e che quanto è stato fatto è stato tanto". Per questo, secondo il premier, bisogna "ricomporre l’alleanza di tutte le forze moderate che oggi ritroviamo, oltre che nella Lega, nel Fli e nell’Udc".

Rafforzare la squadra di governo Il premier ricorda che "l’unità dei moderati italiani è il frutto più prezioso di questa fase" oltre che "un patrimonio inestimabile. Nessuno può essere così irresponsabile da distruggerlo volontariamente". A tal fine, spiega il Cavaliere, "lavoreremo per rafforzare la squadra di governo". Berlusconi si dice, infatti, "convinto" che "alla fine la ragionevolezza e la responsabilità vinceranno sull’irragionevolezza e l’irresponsabilità" e che "il bene comune vince sempre sugli egoismi". "Per questo - spiega il presidente del Consiglio - penso che andremo avanti". Anche nelle repliche al dibattito al Senato Berlusconi ringrazia i senatori Pdl per gli interventi "lucidi e caldi", ma anche quelli di Fli "per le critiche garbate" e anche per la "costruttività che ho colto nelle vostre espressioni". Ai finiani Berlusconi ha rivolto un appello che "mi viene dal cuore: Riflettere con serietà e profondità su quello che vi accingete a fare. Rompere l’unità dei moderati va contro la storia del nostro paese: non credo che un domani vorrete ritrovarvi con questa responsabilità".

I compiti di maggioranza e opposizione Secondo Berlusconi, "maggioranza e opposizione hanno il dovere e la responsabilità di essere sempre costruttivi quando governiamo e legiferiamo in nome del popolo". Nel corso del suo intervento a Palazzo Madama, berlusconi ribadisce più volte che, "non solo la fiducia, ma anche la sfiducia deve essere costruttiva". E fa l'esempio della Germania dove, "per fugare l’instabilità, è prevista la sfiducia costruttiva". Insomma, per Berlusconi, "bisogna dimostrare che un altro presidente del Consiglio e un’altra maggioranza sono possibili".

La politica estera dell'Italia "Sono sicuro che la storia darà ragione a me". Replicando in Aula al Senato al senatore democratico Luigi Zanda sui rapporti del governo con alcuni leader all’estero - in particolar modo Putin, Berlusconi sottolinea l'utilità e la bontà della politica estera portata avanti in questi anni dal governo. Il premier ribadisce, infatti, la propria "capacità di suscitare rispetto e stima dai miei interlocutori per essere un politico di professione ma anche per la mia storia che mi ha fatto diventare un tycoon". " Voi stavate con l’Urss quando non dovevate starsi, ora che dovreste avere a cuore la Russia state contro la Federazione russa...", puntualizza Berlusconi rivolgendosi ai senatori di sinistra e difendendo il rapporto privilegiato con la Russia. "Per noi è un fornitore importante, prendiamo circa il 30% dell’energia che consumiamo, e le nostre imprese trovano spazio in Russia - continua il premier - io faccio l’interesse delle aziende: Eni, Enel, Finmeccanica, abbiamo portato a casa contratti per importi oltre i 3 punti di pil in questi anni, che ci siamo aggiudicati grazie al lavoro del governo". Quanto al gasdotto Southstream, "è un fatto di sicurezza avere una fornitura di gas che non passa attraverso l’Ucraina. Proprio grazie al mio intervento e alla mia amicizia con Erdogan passerà nelle acque turche e non ucraine. E di questo la Russia mi è grata".

La riforma della legge elettorale Tra i punti affrontati dal premier nel discorso al Senato c'è anche la modifica della legge elettorale, a lungo caldeggiata dal terzo polo. Berlusconi ricorda che un'eventuale riforma ha un "solo limite invalicabile", ovvero "la difesa del sistema bipolare". "Vogliamo che i cittadini - aggiunge al riguardo il Cavaliere - sappia chi è li candidato premier, quali sono le alleanze del governo e quale il programma".

La riforma dell'università La riforma dell’università reppresenta "una svolta di grande importanza per l’avvenire dei nostri giovani". Berlusconi critica "la demagogia di chi sale sui tetti per intestare la protesta alla propria parte politica". "E' per questo - prosegue il Cavaliere - che la sinistra, incurante dei veri interessi degli studenti, cerca di combattere questa riforma alimentando tutte le proteste che mirano di fatto a conservare una situazione che non premia gli insegnanti migliori, che non promuove il merito degli studenti migliori, anche se appartenenti alle classi sociali più deboli, e non contribuisce allo sviluppo del Paese". Ma, avverte Berlusconi, "noi andremo avanti e stiamo per approvare definitivamente la riforma".

Le politiche economiche dell'Italia Grazie alle politiche messe in campo dal governo, sottolinea Berlusconi, l’Italia "ha acquisito reputazione e credibilità sui mercati". "L’Italia non è più parte dei problemi dell’economia europea - puntualizza il presidente del Consiglio - ma parte della soluzione di questi problemi". Poi ricorda: "Oggi il nostro debito sovrano non è sotto attacco e le aste di titoli pubblici procedono regolarmente. Non incontrano ostacoli. Abbiamo acquisito reputazione e credibilità sui mercati".

L'intervento del governo all'Aquila A Palazzo Madama Berlusconi sottolinea anche il lavoro fatto dal governo nell'Abruzzo terremotato. "Quanto il governo ha fatto per l’emergenza del terremoto è stato fatto tutto in modo superlativo", sottolinea il presidente del Consiglio in sede di replica al dibattito sulla fiducia in Senato. Il premier ci tiene a "rivendicare" con forza l’intervento del governo a L’Aquila denunciando "il fango che si è voluto gettare addosso alla Protezione civile" che invece, puntualizza, ha lavorato "in modo esemplare e con onestà".

L'emergenza rifiuti a Napoli "In 58 giorni - spiega ancora il Cavaliere - abbiamo eliminato la questione dei rifiuti che era diventata una vera tragedia nazionale non solo per la Campania ma anche per le immagini che venivano trasmesse nel mondo". "Abbiamo indicato alle istituzioni locali cosa dovevano fare per non tornare alla situazione di partenza nel giro di due anni e mezzo - ricorda, quindi, Berlusconi - ebbene le autorità locali, e massimamente il comune di Napoli, affidato alla conduzione della sinistra, non hanno fatto assolutamente nulla". Poi ricorda: "Non sono stati neppure fatti gli appalti per i termovalorizzatori".

Standing ovation in Senato I senatori del centrodestra hanno salutato con una standing ovation la fine del discorso del presidente del Consiglio a Palazzo Madama. Mentre il centrodestra era in piedi ad applaudire Berlusconi sono rimasti seduti i senatori finiani e quelli dell’opposizione. Il discorso durato una quarantina di minuti è stato applaudito dai senatori del Pdl e della Lega una decina di volte mentre i senatori del centrosinistra si sono limitati a rumoreggiare in pochi momenti senza alcuna forma plateale di contestazione. Mormorii si sono avuti quando Berlusconi ha elencato le cose fatte dal governo e un momento di protesta è venuto dai banchi del Pd quando ha rivendicato al governo l’intenzione di attuare le privatizzazioni. Altro momento di mormorii e di pacata contestazione si è avuto quando Berlusconi ha detto che "l’enorme debito pubblico" dell’Italia è un frutto del "compromesso storico".