L'ultimatum di Al Qaida: "Uccidiamo l'italiano se non liberate i nostri"

Comunicato su internet del movimento di terroristi islamici per il
Maghreb: il termine per lo scambio di prigionieri fissato il 1° marzo.
L'italiano è stato rapito con la moglie, Philomene Pawelgna Kaborè, il
17 dicembre in Mauritania

Washington - L'ultimatum scade a marzo. Il braccio maghrebino di al Qaida ha fissato al primo marzo un nuovo ultimatum per il rilascio di Sergio Cicala, rapito con la moglie in Mauritania lo scorso 17 dicembre. Su internet al Qaida dice di volere la liberazione dei suoi prigionieri in cambio del rilascio degli ostaggi occidentali. Per la liberazione di Cicala l’organizzazione terroristica dà "25 giorni di tempo a partire dall’emissione del comunicato". La moglie di Cicala, Philomene Pawelgna Kaborè, non viene citata nel comunicato. Per il rilascio dell’altro ostaggio occidentale nelle sue mani, il francese Pierre Camatte, al Qaida per il Maghreb islamico ha fissato un ultimatum al 20 febbraio. In precedenza l’organizzazione terroristica aveva minacciato di uccidere l’ostaggio francese, rapito in Mali lo scorso 26 novembre.

Hillary Clinton Sulla pericolosità delle cellula di al Qaida ha parlato anche Hillary Clinton in un’intervista alla Cnn che andrà in onda domenica. Il segretario di Stato Usa ha detto che Iran e Corea del Nord sono una grave minaccia per gli Stati Uniti ma "un pericolo ancora maggiore" sono "le reti non statali transnazionali" e in particolare "i fondamentalisti islamici nella Penisola Arabica legati al Qaida o al Qaida in Afghanistan e in Pakistan o al Qaida nel Maghreb". Secondo la Clinton esiste una "connessione" tra queste entità che "continuano a cercare di aumentare la sofisticazione delle loro capacità e degli attacchi che sono in grado di compiere".