L'ultimo capriccio della Manaudou: un anno senza gare

La ventiduenne francese, ex rivale della Pellegrini, si fermerà per tutto il 2009. Non gareggerà ai mondiali di Roma. "Non ha più voglia di nuotare". Potrebbe essere l'inizio della fine di una carriera tra ori vinti e persi ed amori delusi

L'ha rovinata l'insolazione subita nel 2008, più delle bevute nella piscina di Pechino o dell'affogare dei suoi amori. Laure Manaudou sta preparandosi ad entrare nelle vesti della ex atleta. Bella ancora. Forse si. Brava a nuotare. Certamente. A vincere: un po' meno. Meglio: non ha più voglia di faticare, soffrire, battersi. Da qui l'ultimo annuncio: nel 2009 faccio vacanza, non nuoto più, mi prendo un anno sabbatico. Ventiduenne anni, ma dietro alle spalle una storia già lunga di successi e insuccessi. In acqua e in amore.

Di solito un campione riesce a parlare e spiegarsi da solo, ma Laure è tutta particolare e per annunciare il suo momentaneo(?) distacco dal nuoto ha lasciato la parola al suo avvocato, Didier Poulmaire. «Per quest'anno Laure ha deciso di interrompere la sua preparazione sportiva ad alto livello». Dunque niente mondiali di Roma nel prossimo luglio. Addio alla sfida-rivincita in casa della ex rivale in amore, ovvero Federica Pellegrini che ancor oggi se la passa con Luca Marin, il tenebroso italiano che Laure aveva scelto per cominciare a vivere le passioni della vita. Come potessero resistere insieme un silenzioso siciliano ed una insofferente vanitosa vamp francese, sempre al limite dell'isteria, è difficile capirlo.

Il legale ha spiegato che Laure ha due problemi: «Prova uno stato di saturazione che la priva del piacere e della voglia di nuotare. Senza quella voglia Laure non è più in grado di ritrovare qualità fisiche e mentali per primeggiare. E, inoltre, soffre di un nuovo dolore alla spalla, ha mal di testa intensi che la disturbano negli allenamenti». In quanto a problemi, la francese era ferma all'insolazione del 2008. Questi sono peggio. Ma c'è il tanto per pensare che la carriera sia arrivata alla conclusione o al declino: medaglia d'oro ai Giochi di Atene, tre titoli mondiali nel palmares. Difficile ritrovarsi dopo tanti sbandamenti. C'è riuscita Franziska Van Almsik. Ma Laure non ha la testa di una tedesca.