L'ultimo saluto a Don Verzètra applausi e commozione

Oggi alle 14 e 30 a Illasi (Verona) i funerali del sacerdote. Intanto, l'imprenditore Zammarchi parla di Rotelli, re della sanità lombarda che ha fatto l'unica offerta alternativa a quella dello Ior: "Ho lavorato a San Donato per lui e si pagava una percentuale". Rotelli smentisce tutto

Nel giorno dei funerali di Don Verzè, morto il 31 dicembre 2011 per un attacco di cuore, e dopo che ieri la guarda di finanza ha acquisito la sua cartella clinica, si aggiungono nuove accuse e nuove smentite sulla gestione del San Raffaele.

L’imprenditore edile Pierino Zammarchi, indagato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Milano sul crac della fondazione, all’uscita dalla camera ardente si è lasciato andare a un amaro sfogo e ha detto di non aver mai lavorato per il pubblico "perché bisognava pagare. E' un sistema che va avanti da quando ho cominciato a lavorare io nel 1950. Io ho lavorato anche per Rotelli a San Donato, e anche lì si pagava la percentuale".

Zammarchi ha parlato poi di "un meccanismo che funziona da qualunque parte lavori: Roma, Milano, Sicilia, Sardegna". Ma ha fatto una distinzione tra pubblico e privato. Per quanto riguarda l’inchiesta sul San Raffaele, Zammarchi ha detto: "Questa è l’ultima delle cazzate. Non è stato fatto nulla di particolare".

A chi gli ha chiesto se si riferisse a tangenti, Zammarchi ha prima risposto "certo", ma ha poi precisato che non si trattava propriamente di ciò : "Si fa un contratto e si paga una percentuale. Questo sul pubblico dappertutto. Invece questo - ha aggiunto riferendosi al San Raffaele - era un ospedale privato che è diverso".

E la risposta di Giuseppe Rotelli, titolare del gruppo ospedaliero di San Donato che ha presentato l’unica offerta alternativa a quella dello Ior per salvare il San Raffaele dal crac, non si è fatta attendere. Rotelli ha "escluso in modo categorico di conoscere Zammarchi, di avere mai ricevuto tangenti nella sua vita da chicchessia quanto meno dal Signor Zammarchi", aggiungendo poi di aver dato mandato ai suoi legali di prendere le iniziative necessarie per tutelare la sua onorabilità.

Intanto questa mattina, alla basilica San Raffaele, è arrivata l’auto con la bara di don Luigi Verzé per la camera ardente allestita fino alle 11.30. Tra i presenti nella basilica, Guido Podestà, presidente della Provincia, Vittorio Malacalza, consigliere del cda della Fondazione San Raffaele, Albano Carrisi, l'ex ministro della Salute Ferruccio Fazio e l'ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, Renato Pozzetto e il vicepresidente del San Raffaele Giuseppe Profiti, il quale ha assicurato che "il San Raffaele continuerà la sua opera perché la sua fiamma è salda e viva".

La bara ha lasciato la basilica tra gli applausi e la commozione. I funerali si terranno alle 14 e 30 a Illasi, in provincia di Verona, paese natale di Don Verzè.