L'ultimo saluto a Sarah: in diecimila al funerale

Lo straziante funerale di Sarah al campo sportivo di Avetrana (<strong><a href="/video/le_esequie_sarah_scazzi/id=funerali_sarah">video</a></strong>). Molti bimbi e ragazzi con cartelli colorati e messaggi di affetto per la ragazza uccisa. <strong><a href="/interni/ecco_facce_mostro_tradito_tic/10-10-2010/articolo-id=479138-page=0-comments=1">Le facce del mostro tradito dai tic</a></strong><br />

Avetrana -  Migliaia di persone hanno accolto con un lungo applauso la bara bianca di Sarah Scazzi, portata in spalla fino al campo sportivo comunale di Avetrana (Ta), dove don Dario De Stefano, il parroco del paese, ha celebrato il rito funebre. Alla cerimonia religiosa non era presente la mamma della ragazza, Concetta Serrano Spagnolo, che è testimone di Geova. La donna ha raggiunto il campo sportivo alla fine della funzione religiosa. Tantissimi i bambini e i ragazzi con scritte su striscioni e cartelli colorati hanno voluto manifestare il loro affetto e dolore. La bara è giunta dopo un lunghissimo corteo a piedi, per circa un chilometro, dalla camera ardente allestita nell’auditorium del paese. Portata a spalla dagli uomini della Protezione civile, il fetero viene sistemato davanti all’altare. Nel campo di gioco oltre duemila sedie, ma tantissima gente è in piedi e l’unica gradinata coperta dello stadio è gremita. Davanti al feretro siedono il padre, il fratello di Sarah e i familiari più stretti.

Le parole del sindaco "È questo un giorno triste per tutti noi. Abbiamo sperato per 42 lunghissimi giorni che tu Sarah ti fossi volontariamente allontanata da noi, così come avevi manifestato nel tuo diario. E volesse Iddio che tanto fosse avvenuto". Lo ha detto il sindaco di Avetrana intervenendo in chiesa durante i funerali. Oggi la vicenda è chiusa, è tragicamente chiusa. Signora Concetta - ha poi detto rivolgendosi alla madre di Sara - sei una madre eccezionale".

Il parroco si rivolge ai giovani "Non abbiate paura di raccontare i vostri dubbi,i vostri desideri a chi vi ama veramente e può donarvi un giusto consiglio". Si è rivolto così, don Dario De Stefano, ai tantissimi giovani presenti al funerale. "Non chiudetevi nella vostra solitudine che può diventare oscurità e angoscia".

Camera ardente La mamma di Sarah, Concetta Serrano Spagnolo, è arrivata alla camera ardente per la figlia in mattinata. In quel preciso momento la zia e la cugina sono uscite. La moglie e la figlia dell’assassino, Cosima Spagnolo e Valentina Misseri, rispettivamente zia e cugina della vittima, erano arrivate tra i primi alla camera ardente.

Il sindaco Ai due lati dell’ingresso dell’auditorium "Caduti di Nassirya" ci sono due carabinieri, uno a destra e uno a sinistra, mentre all’interno della sala ci sono due vigili in alta uniforme, ai lati della bara bianca. Anche il primo cittadino di Avetrana, Mario De Marco, prima di entrare in Comune ha voluto rendere omaggio alla ragazza barbaramente uccisa.

L'inchiesta All’indomani della convalida del fermo di Michele Misseri, lo zio 57enne di Sarah, reo confesso del terribile omicidio, ci sarebbero ancora zone d’ombra nella ricostruzione dei fatti da lui fornita agli inquirenti, che non escludono ulteriori sviluppi nell’inchiesta. Al vaglio degli investigatori sono le differenti versioni fornite da Misseri, che avrebbe anche ammesso di aver molestato, pochi giorni prima dell’omicidio, la povera 15enne.

Un contesto di degrado Secondo gli inquirenti quello in cui sarebbe cresciuto Michele Misseri, lo zio che ha ucciso ed abusato di Sarah, sarebbe un "contesto di degrado": il padre di Misseri, deceduto anni fa, avrebbe abusato delle due figlie, sorelle dell’uomo che ha confessato di avere ucciso Sarah, e forse lo stesso Michele potrebbe avere subito violenza da parte del genitore. Potrebbe essere questo il contesto in cui lo stesso Michele Misseri, il cui fermo è stato convalidato ieri dal gip del tribunale di Taranto, viveva e dal quale era fuggito per rifugiarsi in Germania, prima di ritornare ad Avetrana dove aveva poi messo su famiglia e avuto due figlie.