L'ultimo test col Belgio: Di Natale è promosso

Nell'ultima amichevole il ct azzurro fa esperimenti i e prova tre diverse formaizoni. Nel primo tempo è Di Natale show: 2 gol. Poi entra Del Piero che manda in gol Camoranesi. Cassano da rivedere

Firenze - Nei due test premondiali in Svizzera, Lippi conquistò solo due pareggi con i padroni di casa e l’Ucraina, formazioni più che dignitose come dimostrò il loro esaltante cammino nella rassegna tedesca. Roberto Donadoni ha già fatto meglio, anche se contro una squadra più debole che gli Europei li vedrà solo in tv. Dunque, giusto applaudire la prova offerta dagli azzurri, ma guai esaltarsi. È risaputo, e lo ha ripetuto lui stesso più volte nel corso del ritiro di Coverciano, che il ct avrebbe voluto un doppio impegno per far giocare due squadre. Segno tangibile che a nove giorni dal debutto di Berna con l’Olanda, il cantiere di Donadoni è ancora aperto. Soprattutto nel reparto avanzato. «Tutti avranno il loro spazio», aveva assicurato il ct azzurro. E così contro i belgi viene proposto all’inizio quel tridente che ha guidato il gruppo all’appuntamento austro-svizzero. Poi, in corso d’opera, l’alternativa (provata a lungo a Coverciano in questi giorni) di un attacco con il trequartista e due punte, interpretato da Toni e dagli scalpitanti Cassano e Del Piero (dimostratisi in grande forma). Un modo per vincere il dualismo tra numeri dieci, inevitabile motivo di dibattito come era già accaduto ad altri selezionatori del passato. «I dualismi dei numeri 10? È per questo che in nazionale ne abbiamo dato uno solo, e lo ha preso Daniele De Rossi - ha sdrammatizzato Donadoni nella consueta intervista prepartita a Rai Sport -. I nomi di Cassano e Del Piero sono quelli che fanno più comodo a tutti, danno spunti, e la loro situazione è naturalmente ingigantita». L’insonnolito e scarso (appena 12.500 i paganti) pubblico fiorentino ha un sussulto già quando lo juventino va a riscaldarsi sotto la curva Fiesole, poi fischia lo speaker che al momento dell’ingresso in campo del barese annuncia la sostituzione di Camoranesi con Borriello (poi realmente in campo nel finale per l’applaudito Toni).

Le risposte arrivano più da Di Natale, alla seconda doppietta in azzurro dopo quella di Kiev con l’Ucraina nel settembre 2007 (guarda caso l’ultima chiamata di Del Piero prima dell’avventura europea, con Pinturicchio addirittura in tribuna). Del Piero fornisce l’assist a Camoranesi e ha qualche spunto in area, Cassano non entra ancora al meglio nei meccanismi del gioco. Colpa forse di un avversario, il Belgio, rivelatosi modesto, come evidenzia la classifica Uefa (45°). Per loro un palo, casuale, colpito in una mischia, e il gol in un finale giocato sotto la pioggia. È finita l’epoca dei Ceulemans e dei Vandereycken, ora ct della nazionale, quando il loro agonismo ci faceva sputare sangue. L’ultima volta fu all’Europeo olandese, quando nella prima fase soffrimmo molto prima di batterlo con un 2-0 che ci lanciò verso i quarti. Quella in scena al Franchi è invece una squadra con poche stelle e tanti giocatori «operai» (vedi il laziale Mudingayi). La selezione belga ha anche perso il promettente attaccante del Bruges Francois Sterchele, scomparso venti giorni fa in un incidente stradale e ricordato con un minuto di silenzio prima del match.

Donadoni ruota diciassette giocatori, il massimo consentito dal regolamento Uefa e se all’inizio in difesa Barzagli e Zambrotta vincono i ballottaggi con Materazzi e Grosso (quest’ultimo poi schierato nella ripresa così come Chiellini, sempre più considerato difensore centrale dal ct), a centrocampo spunta inatteso Aquilani. Che per movenze ricorda molto Antognoni, e non perché siamo a Firenze, la patria calcistica del numero dieci viola più amato. Il romanista, schierato nel centrocampo a tre, si potrà rivelare un elemento tatticamente duttile. Non dimenticando che c’è anche De Rossi. E naturalmente Cassano e Del Piero, i tormentoni dell'avventura nel ritiro di Baden che partirà lunedì (ritrovo domenica sera all'hotel Malpensa di Milano).