Lumumba: Amanda? Non la perdonerò mai

Lo zairese si sfoga dopo la scarcerazione per insussistenza di indizi: "Non sono mai stato in quella casa, non so perché mi abbia coinvolto". Gli avvocati di Guede chiedono il colloquio in carcere con l'ivoriano

Perugia - E' a casa da 48 ore. Dopo due settimane di carcere per le dichirazioni della cameriera del suo pub, che l'ha coinvolto nel giallo dell'uccisione di Meredith Kercher. Ora Patrick Lumumba Diya, fuori dal carcere per insussistenza, dice di non riuscire a capire perché la giovane americana Amanda Fox lo coinvolse nella vicenda, ma è certo di una cosa: non la perdonerà mai. "Non penso che riuscirò mai a perdonare Amanda - ha detto, citato dalla stampa britannica - Perché mi ha tirato dentro a questa storia? Non sono mai entrato nella casa di Meredith".

Incontro fatale Secondo il congolese, che gestisce il pub "Le Chic" a Perugia, l’americana decise di implicarlo quando lui la incontrò un giorno prima che per loro scattassero le manette per lei e il suo ragazzo, Raffaele Sollecito. Patrick dice che si imbattè in Knox davanti all’università dopo che un professore gli aveva chiesto se conosceva una persona bilingue che potesse gestire le richieste di informazioni della stampa anglosassone giunta in forze a Perugia. "Le chiesi se fosse interessata. Lei disse no, sorridendo, e se ne andò per la sua strada" ha spiegato Lumumba.

Gli avvocati di Guede Gli avvocati di Rudy Hermann Guede hanno depositato questa mattina negli uffici del gip Claudia Matteini l’istanza per chiedere un colloquio urgente con il giovane ivoriano, detenuto nel carcere di Coblenza, in Germania. L’istanza sarà inoltrata al tribunale di Coblenza, che deve decidere se autorizzare o meno il colloquio a scopo difensivo. "Noi siamo pronti a partire anche subito - dice l’avvocato Nicodemo Gentile - la decisione del giudice potrebbe arrivare anche domani". Qualora fosse autorizzato il colloquio, andrà in Germania anche il padre naturale di Rudy, Roger Guede.