Luna di miele in Valpolicella

Negrar (Verona) - Appuntamento alla Magioca, per una luna di miele fuori dal mondo. Ma quando mai. Il paese è piccolo, la gente mormora. Siamo in Valpolicella, sui colli dietro Verona, appena fuori Negrar. Qui, in un angolo che può dare la compiuta idea del paradiso possibile, Carla e il suo presidente intendevano - o forse ancora intendono: forse, chissà - trascorrere qualche giornata in santa pace, come due sposi qualunque. E come no. Basta la parola: adesso tutto il mondo lo sa.

La Magioca è un vecchio casale in pietra, trasformato in dimora di lusso per ospiti adeguati. Un relais che non si misura con le stelle della categoria alberghiera, ma con quelle dello star-system internazionale che lo frequentano. Sei camere in tutto, prezzi da 170 a 360 euro (per la suite). Dovendo qualificare i suoi graditi ospiti, ogni immaginazione è vicina alla realtà: ambasciatori, capi d'industria, musici, artisti. E Carlebruni. Per tutti, sotto le frasche della collina veneta, il pacchetto che cercano: silenzio, verde, benessere, riposo. E soprattutto una riservatezza blindata. Nessuno chiede niente, nessuno è tenuto a spiegare niente. Per oltrepassare il cancello, adeguatamente oscurato, un'apertura con combinazione numerica.
A guardia del bunker agreste c'è la proprietaria, Marisa Merighi.

È un'amabile signora rimasta vedova, ma non per questo disarmata. Da sola, difende i suoi ospiti con la tenacia di una guarnigione. Giornataccia, la sua, questo lunedì 14 gennaio 2008. È una data che non scorderà. Nonostante sia abituata a nuotare nel brodo primordiale del jet-set, sin dalla mattina comprende che qualcosa di strano sta succedendo. La prima telefonata, la seconda telefonata, la terza telefonata. Giornalisti da Venezia, da Roma, da Milano. Tutti a mezza voce, ciascuno con l'aria di chi sarebbe l'unico a saperlo. Le chiedono la conferma che ovviamente non può dare, ma che indirettamente finisce per dare: alla Magioca c'è una prenotazione pesantissima. Casale bloccato e mistero assoluto. Un mistero chiamato Carla Bruni.

È lei, che questo posto conosce bene, ad aver prenotato. Sei camere tutte per sé: un po' dura da bere. Anche il più ingenuo degli investigatori di gossip arriva alla più naturale delle conclusioni: aspetterà lì il suo nuovo marito, con scorta al seguito. Ovviamente per la luna di miele. Sempre però che davvero siano già sposati, come dicono in Francia. Ma qui nei dintorni c'è chi si avventura nell'ipotesi più ardita: non si sono già sposati, quello francese è un depistaggio, in realtà si sposeranno proprio qui. Se sia un'eventualità più romantica o più romanzesca è ancora tutto da decidere. C'è però un elemento che non rende del tutto bizzarra questa versione: all'interno del suo parco, la Magioca vanta anche una bellissima chiesa in stile romanico, una bomboniera che risale circa al Millecento.

Sì, c'è veramente tutto per un matrimonio e per una luna di miele altolocati e defilati. A prova di guardoni, ficcanaso, olè popolari e risse fotografiche. Peccato però che a partire dalla mattina questo piano segreto, questo intrigo rosa all'aroma di Valpolicella cominci già a subire le prime crepe. Dopo le telefonate dei giornalisti, i primi fotografi. Appostamento fisso, secondo schema fisso della premiata categoria. Pressing. La cosa arriva anche all'orecchio dei carabinieri, che difatti si preparano a offrire vigilanza.

A questo punto, è la stessa signora Marisa ad avvertire la sua affezionata cliente. Attenzione, Carla: la stanno aspettando. Così, l'intrigo rosa diventa giallo. Oddio, per modo di dire. Per usare il lessico di settore. Per segnalare che a quel punto il tam-tam ne sforna a getto continuo. Lei è a Milano, arriverà in nottata. Lui è negli Emirati, come fa a venire? e come fa a venire, certo che viene, questi si muovono nella notte e poi tornano in capo al mondo, cosa vuoi che sia per loro? In realtà, quando sulla Magioca cala la serata umida e nebbiosa di gennaio, il presidente e la presidentessa sono ancora lontani. Non pervenuti. Però ancora attesi. La signora Marisa, con alto spirito deontologico, tiene riservate le camere: si sa mai. Magari nelle prossime ore. O nei prossimi giorni. Per Carla, qui, la porta è sempre aperta.

Al termine della misteriosa giornata, si vede entrare nel bunker agro silvo pastorale un solo cliente. Dice d'aver prenotato all'ultimo momento, che la prenotazione è accettata. Chi egli sia, non è dato sapere. Un tizio qualunque, con la faccia un po' così. Forse la migliore dimostrazione, però, che la luna di miele per il momento non s'ha da fare.