Luna Rossa, il pericolo arriva da New Zealand

Nel 2006 i kiwi hanno già vinto 24 regate su 28. Oracle l’altra minaccia. De Angelis: «Il livello si alza, ma abbiamo imparato tanto su noi stessi e sui rivali»

Antonio Vettese

La Coppa America è, da sempre, una questione di sfide: uno Yacht Club contro l'altro, uno skipper contro l'altro. Talvolta il povero contro il ricco... O, sarebbe meglio dire, il meno ricco contro il ricco. È forse questo il motivo che spinge una simpatia verso Emirates Team New Zealand, il sindacato sconfitto da Alinghi tre anni fa che in questi Act del 2006 si è dimostrato ancora il più forte antagonista degli svizzeri. Vincitore del mondiale della classe Iacc e saldamente in testa alla classifica sfidanti, un posto dove poteva essere Luna Rossa. Questa simpatia verso i kiwi è un po' innaturale perché alla fine, con tre sindacati italiani tra cui scegliere per chi tifare, non si riesce a essere almeno «contro» i neozelandesi, che conservano nel mondo dei velisti una stima quasi incondizionata. I kiwi piacciono anche agli avversari: hanno stile, hanno Grant Dalton, uno skipper che ha vinto il giro del mondo in equipaggio, hanno il quasi giovane Dean «Dino» Barker, lo skipper che Russell Coutts ha indicato come successore.
Nell'ultimo Act hanno vinto undici regate su dodici, lasciando un successo solo ad Alinghi. Nell'anno hanno vinto 24 regate su 28. La loro nuova barca, dopo un’incertezza nell'Act 11, sembra aver trovato il passo giusto. E ne arriverà una seconda. «All'inizio dell'anno ci siamo dedicati molto alla ricerca della velocità - ha detto Barker - e il nostro equipaggio era un po' arrugginito nel match racing».
Il tattico Terry Huchinsons ha aggiunto: «Siamo molto contenti dei nostri miglioramenti e di avere vinto, ma siamo anche consapevoli che Alinghi regatava con la vecchia SUI 75. La nostra prima barca nuova ci è servita solo per raggiungere il loro livello, ma Alinghi ha già pronto un nuovo scafo. Sarebbe un grave errore non considerare che abbiamo battuto un team con un'imbarcazione di tre anni fa».
Sono dunque loro i grandi avversari di Luna Rossa nella corsa ad essere «lo sfidante», una corsa già iniziata. Loro e Bmw Oracle, il sindacato americano che sperava nella fase semifinale degli Act di poter essere più incisivo nei confronti proprio dei neozelandesi. Chris Dickson avrebbe voluto almeno una vittoria contro di loro, che in realtà hanno regatato molto bene, senza lasciare mai spazio agli avversari. Lo «scontro» che tutti hanno visto con Luna Rossa è stato interpretato in maniera molto dura nei confronti della barca italiana e in molti sono tuttora convinti che, sebbene ci sia stato un errore iniziale, punito con una penalità, le conseguenze abbiano superato di molto le intenzioni. E che in questo giochetto Dickson abbia conquistato un rigore in più che la moviola lascia molto incerto. Forse un arbitro di calcio abituato alle furbizie si sarebbe fatto incantare meno dalla scenetta. La posizione di Luna Rossa, quarta dopo New Zealand, Alinghi e Bmw Oracle, risente ovviamente dell'incidente. La barca è stata riparata all'interno della base e ha già navigato in allenamento, tornando come prima. Le ferite che il bompresso di Bmw Oracle aveva procurato nella delicata zona di poppa - dove si attaccano le sartie volanti che sostengono l'albero con carichi che possono arrivare a una ventina di tonnellate - sono rimarginate a suon di carbonio e resina, la medicina degli scafi. Francesco de Angelis ovviamente avrebbe voluto evitare la perdita di tempo, comunque si è dimostrato sostanzialmente contento dei dati raccolti: «È stato un periodo molto importante per noi - ha detto -. Abbiamo imparato molto su noi stessi, su ITA86, sul team e sui nostri avversari. Abbiamo un programma e andiamo avanti. Il nostro obiettivo in questo Act era quello di utilizzare la barca nuova e imparare quanto più possibile sugli avversari. L'anno prossimo avremo due scafi di versione 5 tra i quali poter scegliere. Nel complesso le regate sono state vicine e combattute, una situazione molto simile a quello che vedremo il prossimo anno. Il livello si è alzato tanto, si manovrano i classe Coppa America come se fossero derive, si spinge al limite, diventando sempre migliori».
I valori in campo nelle ultime regate sono stati molto equilibrati, almeno tra i migliori, e le differenze di velocità, anche se paiono piuttosto definite, sono questione di pochi metri per miglio. Velocità molto simili ottenute con barche che paiono diverse tra loro: i kiwi hanno una barca molto stretta, che passa molto bene sull'onda scavalcandola leggera e senza innescare quel dondolio che rallenta molto. Bmw è al contrario una barca larga, Luna Rossa e la nuova Alinghi sembrano più tradizionali.