Luna Rossa vola, Bmw Oracle sull’orlo di una crisi di nervi

Team Prada si aggiudica la prima gara di semifinale della Louis Vuitton Cup contro i favoriti americani. Dall'altra parte del tabellone New Zealand supera DEsafio, con re Juan Carlos a bordo

Valencia - Nel linguaggio della Coppa si dice «impressive win», si traduce in vittoria formidabile. Ieri Luna Rossa ha conquistato la prima delle cinque vittorie che le servono per accedere alla finale sfidanti umiliando Bmw Oracle, arrivata a tagliare il traguardo con un ritardo di due minuti e diciannove secondi. Il sorriso di Francesco de Angelis e James Spithill, skipper e timoniere uniti nel non mostrare sentimenti, traversava il viso senza ostacoli: adesso ci credono.
Chris Dickson e Larry Ellison, timoniere e padrone della barca americana, alla fine erano invece esanimi. Piccoli piccoli nei loro pensieri. Senza forza e parole. Luna Rossa ha sempre condotto il gioco, con il brivido di una forte rimonta americana nella prima poppa, e lo ha fatto usando la tattica che piace a Torben Grael, lontano dall'avversario, facendo soffrire chiunque guardi un video perché non c'è controllo dell'avversario. Ieri aveva ragione lui. A poppa della Luna era accucciato Patrizio Bertelli, che dal Duemila non era più stato a bordo, se non in una prova poco significativa degli Act.

Nell’altra regata Emirates Team New Zealand ha agevolmente battuto Desafio España che imbarcava il re velista Juan Carlos: il distacco è stato minore, ma i kiwi hanno condotto una prova senza sussulti, sicuri dei propri mezzi e con la tattica tradizionale della copertura dell'avversario. Gli spagnoli poi sono tutto sommato contenti di perdere contro i mostri sacri della vela. L'accesso alle semifinali è di per sé il miglior risultato raggiunto da una barca spagnola in Coppa America e perdere contro tanta nobiltà velica non è un disonore.
Ieri Luna Rossa è sembrata più rapida di bolina e un poco più lenta di poppa della barca americana, è giusto e i progettisti lo avevano detto: punteremo a vincere controvento. Ma quello che conta è che ha messo a segno una vittoria importante sul piano psicologico. Intendiamoci, meglio non cantare del tutto vittoria, già oggi le cose possono essere diverse e la battaglia più dura. Entrambi gli equipaggi sanno bene che uscire nelle semifinali, con i mezzi che hanno avuto a disposizione, è in realtà sinonimo di fallimento: per i due sfidanti più ricchi le ambizioni sono totali e non ci saranno scuse per la sconfitta, non excuse to loose, è anche scritto sul muro del porto.

Luna Rossa è alla terza sfida e sono passati quasi dieci anni da quando il signor Prada ha deciso di esserci. Per continuità ed esperienza è rimasto fedele alla coppia composta da Francesco de Angelis e Torben Grael, ha voluto l'inserimento di James Spithill come timoniere. L'arrivo di Telecom ha rinforzato la squadra e il team ha avuto tutto quello che serve per puntare a vincere, carico com'è di talenti ed esperienza.

Per quanto riguarda Oracle Larry Ellison, uomo di notevole potenza economica ed ego smisurato, ha lasciato a Chris Dickson tutte le deleghe per condurre una sfida praticamente senza limiti economici. Dickson ha scelto di essere l'unico timoniere, è ancora fortissimo alla soglia dei cinquanta, con un equipaggio mediamente giovane e molto neozelandese. Sono solo ventotto i velisti americani presenti a Valencia e non tutti su Bmw Oracle. Ellison lo stima per quello che gli ha visto fare in tempesta sul suo maxi Sayonara, quando gli ha praticamente salvato la vita, adesso questo legame è difficile da dimenticare. Ma i nervi di Dickson sono sempre stati fragili. Se oggi arriva il due a zero potrebbe essere l'inizio della fine.