La Luna vista da Massenzio

Sfruttare una cornice più unica che rara come la Basilica di Massenzio per ospitare i più apprezzati scrittori del momento (chiamati a leggere testi inediti, commissionati per l’occasione) si è rivelata, nel tempo, una delle formule più vivaci e azzeccate per aiutare la diffusione della cultura letteraria. Il merito va a Ida Maria Gaeta, anima e polso della Casa delle Letterature, che da nove anni si spende con vigore ed entusiasmo per ospitare nella nostra città i più bei nomi della scena letteraria internazionale. Lo scopo? Basterebbe l’effetto che provoca negli scrittori invitati il trovarsi sul palco di Massenzio di fronte a migliaia di persone per sentirsi ripagati. Questa kermesse, però, è soprattutto capace di restituire quella centralità culturale che la nostra città meriterebbe.
L’ottava edizione di «Letterature» si aprirà il prossimo 26 maggio e porterà nella capitale diciotto tra i nomi più prestigiosi della scena editoriale internazionale. Fino al 25 giugno si alterneranno sul palco di Massenzio personaggi del calibro di Antonio Munoz Molina, Andrew Sean Greer, John Grisham, Biorn Larsson, Matthew Pearl e i nostri Margaret Mazzantini ed Ermanno Cavazzoni.
Gli autori saranno sempre affiancati da contributi musicali che prediligono musica elettronica, tastiere, dj-set e atmosfere di colonne sonore, mentre la regia, che riprende comunque lo schema creato per le passate edizioni di «Letterature» da Piero Maccarinelli, è affidata questa volta a Fabrizio Arcuri.
Il festival quest’anno esorta gli scrittori invitati a presentare testi ispirati al tema incentrato sul binomio «Terra/Luna». Più che di tema, si dovrebbe parlare di stimolo e suggerimento visto che ogni autore reclutato è poi libero di sviluppare secondo il proprio estro e le proprie libere associazioni il soggetto indicato. La scelta di quest’anno riprende una ricorrenza molto importante non solo per l’immaginario poetico e per quello collettivo, ma anche per le «magnifiche sorti e progressive» dell’umanità di leopardiana memoria. Quarant’anni fa, infatti, l’uomo toccava il suolo lunare. In occasione di questa storica ricorrenza, «Letterature» suggerisce ai suoi autori «una riflessione sul ”sé e l’altrove“ che in questo tempo di ampliamento dei confini della nostra visione ci appare più attuale che mai». Si dipanerà, così, un lungo racconto a più voci ispirato al rapporto tra la Terra e il suo satellite. Dall’immaginario narrativo e poetico al possibile incontro con l’indagine scientifica, differenti e preziose saranno le variazioni sul tema enunciate nei titoli degli incontri. «La nuova amministrazione - spiega Francesco Marcolini, presidente di Zètema cui è affidata la parte organizzativa della kermesse - vede un ruolo culturale centrale della narrazione, attraverso la quale la città si racconta, si raccontano le persone, riannodando il passato con un progetto per il futuro». E proprio in quest’ottica si può leggere l’iniziativa promossa per quest’estate dall’assessore alla Cultura del Campidoglio Umberto Croppi. Una piccola fiera del libro a cielo aperto nella cornice di piazza del Popolo. Una fiera dedicata esclusivamente all’editoria romana che - come ricorda Croppi - rappresenta uno dei segnali più stimolanti della ripresa culturale italiana.
Due le novità di questa edizione di «Letterature». La prima è un convegno alla Casa delle Letterature dedicato a uno dei maggiori scrittori del Novecento, Luigi Malerba (il 4 e 5 giugno). La seconda novità riguarda i social network e un’idea di «crossmedialità» che vedrà il festival attivo su Youtube, Myspace, Facebook, grazie anche all’impegno di blogger legati alla scrittura creativa.
Per venire al calendario: 26 maggio con l’americano Andrew Sean Greer e Margaret Mazzantini; 29 maggio Edoardo Albinati e Vinicio Capossela; 4 giugno lo svedese John A. Lindqvist e Licia Troisi; 5 giugno i poeti Giuseppe Conte, Maurizio Cucchi, Michel Deguy, Eugenio De Signoribus, Mariangela Gualtieri, Jolanda Insana, Antonio Riccardi e Mark Strand; 9 giugno Roberto Piumini e Andrea Vitali; 11 giugno lo spagnolo Antonio Munoz Molina ed Ermanno Cavazzoni; 16 giugno l’americano John Grisham e il greco Petros Markaris; 18 giugno l’iraniano-olandese Kader Abdolah e Nicolai Lilin; 23 giugno lo svedese Bjorn Larsson e l’americano Matthew Pearl; 25 giugno gli scienziati Carlo Rovelli e Mario Tozzi.
L’accesso avviene solo se muniti di un biglietto omaggio da ritirare al botteghino in via dei Fori Imperiali. In caso di pioggia gli incontri si svolgeranno in sedi alternative, indicate di volta in volta.