Ma Lunardi dice ancora no: «Basta un elenco dei voli sicuri»

Alberto Toscano

da Parigi

Lista nera con polemiche al vetriolo. Ieri Francia e Belgio hanno pubblicato l'elenco delle compagnie aeree considerate insicure e dunque bandite dal territorio dei Paesi interessati. Ma i media sono subito partiti all'attacco del ministro dei Trasporti Dominique Perben e delle autorità competenti nel settore della sicurezza aerea. Quella della pubblicazione delle liste nere viene considerata alla stregua di un'operazione di facciata e persino di propaganda. Un modo per lanciare un segnale di presunto rigore dopo la raffica di incidenti aerei del mese che sta per terminare.
Secondo la radio pubblica «France Info», «l'elenco delle compagnie oggetto d'ostracismo è stato stabilito in modo discutibile e ha ben scarsa utilità concreta perché i velivoli in questione operano ben lontano dal suolo francese». L'emittente parigina, una delle più importanti d'Oltralpe, aggiunge il sospetto che gli autori della lista nera «si siano fatti condizionare da considerazioni “diplomatiche”, evitando accuratamente di disturbare società aeronautiche importanti». Insomma, molto rumore per nulla.
Anche il quotidiano Le Monde parte alla carica. «Appena pubblicata la lista nera delle compagnie aeree estromesse dal territorio francese è subito oggetto di contestazioni». Secondo la Dgac (Direzione generale dell'aviazione civile) sono cinque le compagnie che non possono operare in Francia: la nordcoreana Air Koryo, la statunitense Air Saint-Thomas, la liberiana International Air Service la thailandese Phuket Airlines e l'africana Lineas Aer de Mozambique. Le Monde concorda con France Info nel considerare la pubblicazione della lista nera come fumo negli occhi: le autorità francesi non hanno osato utilizzare la mano pesante e - come accusano le associazioni transalpine dei consumatori - la montagna delle promesse ha partorito un topolino.
Lo stesso vale per il Belgio, che ha pubblicato anch'esso una lista di compagnie aeree all'indice. Nel diramare l’elenco il governo di Bruxelles ha precisato che le 9 compagnie in questione operano soprattutto nel settore dei voli cargo e che «l'assenza di una compagnia da questa lista non significa che essa soddisfi le norme di sicurezza internazionale». Ma dove sono allora le garanzie derivanti dalla lista nera? Non c'è il rischio che tutta questa confusione provochi esattamente l'effetto contrario? Significativo il fatto che nessuna delle nove compagnie aeree che compongono la lista nera dei belgi (Africa Lines della Repubblica centrafricana, l'egiziana Air Memphis, l'armena Air Van Airlines, la congolese Central Air Express, la libica ICTTPW, la nigeriana International Air Tours, la ghanese Johnson Air, la Ruandese Silverback cargo e la South Airlines dell'Ucraina) faccia parte dell'analogo elenco stilato dai francesi. Al tempo stesso le autorità belghe affermano d'aver constatato il rispetto delle norme di sicurezza da parte delle compagnie aeree nazionali. Dopo il giorno degli annunci ad effetto i problemi della sicurezza del traffico aereo restano intatti e attendono d'essere affrontati sul piano comunitario in base sia al dialogo tra i governi sia alle iniziative del commissario europeo ai Trasporti, il francese Jacques Barrot.
In Italia l'associazione dei consumatori Codacons ha pubblicato un elenco di compagnie considerate a rischio, aggiungendo che alcune di esse sono ancora operative sul territorio nazionale. Questa lista è molto più corposa di quelle identificate dalle autorità belghe e francesi: qui c’è anche un nome prestigioso quello di Aereolineas Argentinas.
Intanto il presidente Jacques Chirac ha parlato del traffico aereo per una ragione del tutto diversa: la Francia intende proporre l'anno prossimo agli altri Paesi l'istituzione di una nuova tassa internazionale sui biglietti aerei destinata a favorire la solidarietà con i Paesi in via di sviluppo e l'acquisto di medicinali destinati a prevenire o a curare gravi malattie.