Lunardi prepara il giro di vite: via la patente ai «pirati» del mare

Il ministro chiede verifiche più severe e pene esemplari. E le Capitanerie di Porto lanciano la proposta della «licenza a punti» anche per chi guida un’imbarcazione

Omar Sherif H. Rida

da Roma

Più severità contro i pirati del mare e una proposta che arriva da molte Capitanerie di Porto: «La patente a punti anche per chi è al timone e non solo per chi è al volante».
I due tragici incidenti di mercoledì scorso a Civitavecchia e a Porto Cervo. in cui hanno perso la vita il sub 38enne Giulio Balestrieri e l’americana 48enne Patricia Alexandra Morgan, hanno riaperto il problema della sicurezza delle acque nel periodo estivo, quando troppi esibizionisti che con «moto d’acqua e motoscafi costituiscono un grave pericolo» - spiega il ministro Lunardi - minacciano la vita delle persone. Prima dell’intervento della magistratura, per i pirati del mare deve arrivare subito la sospensione o la revoca della patente nautica. Lunardi chiede l’applicazione di «criteri di assoluta fermezza, con specifico riguardo alla repressione delle condotte che pongono gravemente a rischio la sicurezza della vita umana in mare e l'incolumità di terzi». Una nota del ministero spiega che «qualora venga accertata una infrazione che derivi da atti di imprudenza o imperizia marinaresca nella condotta del mezzo che metta a rischio l'incolumità pubblica o causi danni, sarà posto in atto il provvedimento di sospensione della patente nautica e - se considerato necessario per scongiurare ulteriori comportamenti pericolosi - la sospensione potrà essere applicata nella misura di tre mesi. Inoltre, la sospensione della patente fino al massimo di un anno, costituisce atto dovuto nei casi in cui dall'accertamento delle condotte illecite sia scaturito un procedimento penale a carico del conduttore dell'unità da diporto per omicidio colposo, lesioni gravi o gravissime. Infine la revoca della patente nautica - anch’essa atto dovuto da parte dell' autorità marittima - viene posta in essere al verificarsi della perdita dei requisiti morali previsti per il conseguimento della stessa e, in particolare, nel caso di intervenuta condanna ad una pena detentiva non inferiore a tre anni». Questo per chi ha la patente nautica. E per i marinai improvvisati, i tanti che guidano barche senza obbligo di patente? Qui il ministero ricorda che «per i comportamenti pericolosi attuati con unità da diporto per le quali non sussiste l'obbligo della patente, l'azione di accertamento e repressione da parte del personale del Corpo delle Capitanerie sarà condotta con uguale determinazione, con l'applicazione dei casi previsti e sanzionati dal Codice della navigazione nonchè, eventualmente in concorso, del Codice penale.»
Ma il giro di vite invocato dal titolare dei Trasporti non ha trovato consensi unanimi. Per il deputato della Margherita, Roberto Giachetti, «più che aumentare la severità per punire i comportamenti scorretti, andrebbero modificati i criteri dell’esame per la concessione della patente nautica». Una prova che attualmente si concentra sul carteggio di navigazione: «Una parte essenziale ma ormai superata - sostiene Giachetti - dalle nuove tecnologie dei sistemi satellitari, presenti ormai su quasi tutti i mezzi da diporto. Sarebbe molto più utile prepararsi sulle regole dell’educazione marinara». Educazione che manca anche a molti patiti delle moto d’acqua, mezzi che si guidano senza patente e per i quali si propone un ulteriore irrigidimento delle norme.