Lunedì di paura a Genova: tre furti e una rapina

Quella che vi raccontiamo oggi è una storia molto, troppo, genovese. Anche se il dialetto, anzichè esserne protagonista, rischia di sparire.
Cosa succede? Succede che il teatro della Gioventù, se qualcosa non cambierà, non sarà più il Teatro della Gioventù come l’abbiamo conosciuto sino ad oggi. E cioè un teatro privato, che non ha finanziamenti pubblici, che paga regolarmente il canone alla Regione Liguria proprietaria dell’immobile, non ci sarà più.
Per i non addetti ai lavori e ai livori teatrali facciamo un rapidissimo riassunto delle puntate precedenti: per sei anni, il teatro è stato gestito da Giunio Lavizzari Cuneo, uno che ci mette passione e, soprattutto, uno non allineato. Uno che non ha mai negato l’affitto della propria sala anche a coloro che non erano iscritti nei libri sacri della cultura ufficiale, anche alle voci fuori dal coro, anche a chi non era di sinistra.
Ma, ed è importante pure questo, ha dato le sue sale anche a chi la pensava in modo diametralmente opposto. Insomma, Lavizzari ha fatto del Teatro della Gioventù uno dei baricentri (...)