La lunga camminata delle Guardie del Papa

In marcia, da Bellinzona a Roma: 30 km di media al giorno. Nutrendosi di baobab

Da 500 anni stanno al servizio del Papa, intoccabili nelle loro uniformi datate. Solo da ammirare e guardare, guai a pensare altro. Sono le Guardie svizzere, leggendarie custodi della sicurezza del Pontefice.
In occasione della ricorrenza dei 500 anni di vita del loro Corpo, hanno pensato di festeggiare organizzando una camminata - si fa per dire - con partenza da Bellinzona, in Svizzera, fino a Roma, sede principale della loro prestigiosa attività.
In un mesetto circa, qualcosa di meno per la verità, con un passo da 30 chilometri al giorno di media - in alcuni giorni quindi hanno anche camminato il doppio - hanno raggiunto la capitale del nostro Paese, fieri e baldanzosi nelle loro uniformi, con tanto di tamburi rullanti a precedere i corridori e le alabarde in spalla. Certamente non il massimo per fare podismo, come si può ben vedere dalla foto pubblicata qui sotto. Siamo ben lontani dalle tanto reclamizzate maratone che fanno bella mostra di sé in tv o sui giornali specializzati ma è interessante sottolineare come per celebrare una particolare ricorrenza le Guardie del Papa abbiano pensato ad una camminata, lunghissima, attraverso valli, monti, città e paesi. È l’ennesima conferma che il primo approccio dell’uomo allo sport, il cammino, è comunque e sempre il migliore, il più semplice e salutare, il più economico. Banalizzando, il più ovvio ma, a pensarci bene, l’unico che tutti, ma proprio tutti, possono avvicinare.
Un problema, tuttavia, è sorto: come alimentarsi, come riequilibrare la fatica spesa nella marcia? Un problema per chiunque inizi a muoversi, a maggior ragione per loro che, infilati nei loro costumi decisamente inadatti, hanno percorso centinaia e centinaia di chilometri. Era fondamentale eliminare dolori alle gambe e ai piedi, la stanchezza, mantenere la freschezza fisica e soprattutto recuperare giorno dopo giorno gli sforzi che si accumulavano. E così anche le Guardie del Papa sono entrate a far parte del gruppo di «Quelli che il Baobab», nutrendosi di quello straordinario alimento tutto naturale che gli africani chiamano «frutto della vita», antiossidante e antidefaticante per eccellenza che già molti sportivi (Cunego, in odore di maglia rosa al Giro) e molti vip (Barbara D’Urso, basta la sua bellezza di splendida ultraquarantenne) usano. Un prodotto completamente naturale ricavato dalla polpa del frutto e assumibile in pillole, pastiglie, filamenti o con i consueti e appropriati «beveroni». Del Baobab hanno usufruito tutti durante la lunga marcia, non solo gli atleti in mutandoni a sbuffo ma anche chi li assisteva.
E il van del Baobab, con il suo carico di prodotti, li ha accompagnati lungo tutto il tragitto (come si vede nella foto accanto), da Bellinzona a Roma. Fedele nel suo impegno di sostenerli, come da 500 anni a questa parte fanno loro, le Guardie, con il Pontefice.