La lunga marcia del generale Ariel da bulldozer a costruttore di pace

Nel 2000 vinse le elezioni sfidando i palestinesi con la passeggiata sulla spianata. Anni dopo, a sorpresa, decide il ritiro dei coloni da Gaza

da Gerusalemme

Il Kadima (Avanti), il nuovo partito di centro fondato a metà novembre da Ariel Sharon, ha rinviato le sue primarie a causa del grave stato di salute del primo ministro. Lo ha reso noto ieri il ministro dei Trasporti Meir Sheetrit, aggiungendo che il partito convocherà al più presto una riunione per decidere chi sostituirà al momento Sharon alla guida del Kadima e completare la lista del partito per le elezioni politiche del 28 marzo. «Le elezioni non devono essere rinviate. Ciò causerebbe instabilità», ha sottolineato Sheetrit.
Nonostante il suo capo sia fuori gioco, il Kadima resta in testa ai sondaggi. Lo rivela un sondaggio dell'istituto Dialog, stando al quale il partito fondato dal generale otterrebbe nelle prossime elezioni tra i 38 e i 42 seggi (il Parlamento ne conta in totale 120). Se il successore sarà l'attuale premier ad interim Ehud Olmert, il Kadima si assicurerebbe 40 seggi e Olmert diverrebbe il futuro premier. Se invece dovesse essere il premio Nobel per la pace Shimon Peres, un ex laburista, a guidare il partito, allora i seggi sarebbero 42. Infine, se il numero uno fosse l'attuale ministro della Giustizia, Tzipi Livni, i seggi sarebbero 38. Il sondaggio è stato condotto ieri, all'indomani del ricovero in ospedale del premier.
Fra i successori possibili di Sharon, oltre a quelli di Olmert e Livni, c’è anche quello del ministro della Difesa Shaul Mofaz. I commentatori politici ritengono che nessuno di questi pretendenti, in quanto a prestigio, sarà in grado di colmare il vuoto che Sharon lascerà. Scrive Attila Somfalvi: «È chiaro che un sistema politico senza Ariel Sharon è un sistema del tutto diverso, confuso, senza una direzione chiara».