Una lunga scia di attentati in Turchia

Ankara - L'esplosione avvenuta oggi nel centro di Ankara con la morte di almeno cinque persone, è stata, secondo le autorità turche, causata forse da un kamikaze. Ecco un breve riepilogo dei più gravi attentati nel Paese negli ultimi quattro anni.
5 novembre 2003: ad Istanbul, due autobombe guidate da altrettanti kamikaze, esplodono nei pressi delle sinagoghe di Neve Shalom e di Bet Yiakov. I due attentati causano la morte di 25 persone, oltre 300 i feriti. Gli attentati sono rivendicati dal gruppo Islamic Great East Raiders - Front (Ibda-c) e dalle Brigate del martire Abu Hafz al Masri.
20 novembre 2003: sempre ad Istanbul, due autobombe con a bordo due kamikaze esplodono davanti alla sede della banca inglese Hsbc, causando 16 morti, e nel cortile del consolato britannico, 13 i morti. Oltre 450 i feriti. Entrambe le stragi sono rivendicate come azione congiunta di al Qaida e Ibda-C. Anche le brigate Abu Hafz al Masri rivendicano i due attentati.
16 luglio 2005: una bomba esplode su un minibus di turisti nella località turistica di Kusadasi, sul Mare Egeo. L'esplosione causa la morte di 5 persone e 14 feriti. L'attentato è rivendicato dal Tak ('Falchi per la libertà del Kurdistan').
27 giugno 2006: un ordigno esplode nella località balneare di Manavgat, vicina alla città turistica di Antalya, provocando la morte di quattro persone. L'attentato è rivendicato dal Tak.
28 agosto 2006: una bomba esplode in un centro commerciale di Antalya, causando tre morti. Di nuovo è il Tak che rivendica l'attentato.
12 settembre 2006: una bomba esplode nella città curda di Diyarbaki davanti ad una fermata di autobus situata ai margini di un parco affollato di bambini. Nell'esplosione restano uccise 11 persone, tra cui sette bambini. L'attentato non è rivendicato.