Una lunga storia in un libro

Buon compleanno Gog, cent'anni e non sentirli, cento e più pagine bell'e pronte per festeggiarti con tutti gli onori. «Gog 100» De Ferrari Editore (26 euro) è fresco di stampa e freschissimo di presentazione, organizzata in gran fasto lunedì scorso nel foyer del Teatro Carlo Felice, che dall'anno della sua riapertura, il 1991, ospita appunto i concerti di musica da camera di questa Giovine Orchestra Genovese. Il volume, pubblicato proprio in occasione del centenario, raccoglie gli interventi di più studiosi, che, ognuno a modo suo, raccontano il secolo di vita della Società di Concerti, dal lontano 14 marzo 1912 - anno di fondazione ad opera del barnabita Padre Semeria - ai giorni nostri: Nicola Costa - attuale presidente Gog - Giorgio Pestelli, Elisabetta Fava, Raffaele Mellace, Giangiorgio Satragni, Stefano Verdino hanno svolto con precisione il proprio lavoro, coordinati da Vittorio Coletti, che ha anche moderato l'incontro di lunedì, presenti gli autori e vari ospiti, tra cui Luigi Ernesto Palletti, vescovo ausiliare di Genova e Giampaolo Minardi, già docente all'università di Parma e collaboratore al progetto. Il volume si fa notare, sia per i contenuti sia per il formato, non esattamente tascabile, con una validissima impostazione grafica e un interessante corredo di fotografie, in gran numero provenienti da collezioni private e quindi spesso rare e preziose, che ritraggono grandi artisti del secolo scorso ospiti, naturalmente, della Gog. Interessante soprattutto le fasi di nascita e crescita di questo organismo, la sua sopravvivenza tra e dopo i conflitti mondiali, le sue trasformazioni, i suoi protagonisti: i musicisti, certo, ma anche i cosiddetti «amministrativi», chi, insomma, teneva le redini della Società, chi la nutriva, chi la sosteneva, con competenza, dedizione e professionalità. Curiose poi le pagine dedicate al fondatore Padre Semeria, particolare il ritratto che ne stende, in appendice, Stefano Verdino, riportando sue celebri frasi - «L'Italiano è un popolo che canta poco e quel poco assai male» - sue lettere, stralci di quei suoi pensieri che lo condannarono all'esilio nello stesso 1912. Insomma, cento anni di vita, cento anni di storia, un affresco che ritrae i grandi volti di un secolo di musica genovese, con un nostro augurio sincero: ancora «Cento di questi giorni - o meglio anni - Gog»!