Lunga telefonata tra Silvio e Obama E il Cav: "Oggi l'America fa paura"

Berlusconi è pronto a tornare a Roma già domani per prendere parte all’incontro tra
il governo e le parti sociali. E' ancora deciso a seguire in prima persona
la gestione delle misure anticrisi annunciate dal governo la scorsa
settimana. Nessun giudizio sulla commissione proposta da Casini

nostro inviato a Porto Rotondo

«Preoccupato sì, ma non certo catastrofista». Chi ha occasione di sentire Silvio Berlusconi durante la giornata lo racconta così, pronto a tornare a Roma già domani per prendere parte all’incontro tra il governo e le parti sociali e ancora deciso a seguire in prima persona la gestione delle misure anticrisi annunciate dal governo la scorsa settimana.
Un Cavaliere che non perde di vista l’andamento dei mercati sin dalle prime ore della mattina, per valutare la risposta della Borsa alla decisione della Bce di acquistare titoli di Stato italiani. Un premier sollevato dagli iniziali segnali positivi, nonostante a fine giornata tutti i mercati europei siano fortemente condizionati dalla disastrosa apertura di Wall Street. E anche un pizzico ottimista dopo il doppio segnale arrivato da Bruxelles e dai mercati. L’Ue, infatti, fa sapere che per l’Italia «non c’è bisogno di alcun piano di salvataggio» e che le misure varate dal governo sono «sufficienti a rassicurare i mercati e riportare stabilità». Mentre lo spread tra Btp e Bund tedeschi oscilla durante la giornata sotto e sopra i 300 punti, ben lontano dal differenziale della scorsa settimana che era arrivato a superare quota 400.
Qualche segnale, insomma, comincia ad arrivare. Anche se la guardia resta altissima, tanto che in questi tre giorni in Sardegna Berlusconi ha rinunciato - a differenza dello scorso anno - alla tradizionale passeggiata di relax per il centro di Porto Rotondo dove ieri, in piazzetta San Marco, sono invece state avvistate le figlie Eleonora e Barbara (insieme ai piccoli Alessandro e Edoardo) in compagnia della nonna Flora (madre di Veronica Lario).
E le preoccupazioni del premier sono focalizzate soprattutto su oltre oceano. Gli Stati Uniti - è il senso dei suoi ragionamenti di giornata - fanno paura, in particolare dopo che Wall Street reagisce con un deciso tonfo alla lunga conferenza stampa in cui Barack Obama avrebbe voluto rassicurare i mercati. E proprio con il presidente americano ieri sera Berlusconi ha avuto un lungo colloquio telefonico per fare il punto su una crisi che entrambi gli interlocutori considerano «globale». «Al centro del cordiale colloquio - s legge in una nota di Palazzo Chigi - un’analisi della situazione dei mercati finanziari negli Stati Uniti e in Europa». Oltre ai temi economici, s’è parlato lungamente anche della crisi i Siria.
Il Cavaliere, insomma, è deciso ad accelerare il più possibile. Così non solo sarà presente al tavolo con le parti sociali domani ma potrebbe anche restare a Roma giovedì, giorno dell’audizione di Giulio Tremonti davanti alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Camera e Senato. E proprio nell’ottica di fare «quanto possibile» per mettere al sicuro l’Italia dalla crisi il premier avrebbe messo da parte le sue perplessità sulla mano tesa di Pier Ferdinando Casini che, giorni fa, aveva proposto una commissione bipartisan «per la crisi».
Cosa pensi Berlusconi delle opposizioni non è certo un mistero («Sono in malafede, invece di polemizzare e basta - s’è sfogato ieri in privato - dovrebbero essere sollevati per l’intervento della Bce»), ma i segnali arrivati dall’Udc non possono essere lasciati cadere.
Così, non sembra casuale che ieri sia Angelino Alfano sia Fabrizio Cicchitto siano tornati a rilanciare sulla necessità di una «collaborazione» con Casini aprendo all’ipotesi della commissione «per la crisi». «Siamo fiduciosi che l’Udc possa sempre più arrivare alla conclusione che è bene collaborare nell’interesse dell’Italia», spiega il segretario del Pdl. «La proposta di Casini va tenuta in considerazione», gli fa eco il capogruppo alla Camera seppur precisando di parlare «a titolo personale». In verità, la doppia uscita non sarebbe affatto casuale e qualcosa, forse, si sta già muovendo per cercare di dare un segnale di maggior coesione anche a livello politico.