Il lungo cammino di Podgorica verso la piena sovranità

Avverrà per gradi, prevedibilmente a partire da giugno, il cammino del Montenegro verso la piena indipendenza dalla Serbia. Il primo passo è atteso per il 5 giugno prossimo, con l’invio del rapporto finale della commissione elettorale al Parlamento locale di Podgorica. Spetterà poi a quest’ultimo dichiarare formalmente l’indipendenza e avviare le necessarie modifiche legislative e costituzionali. Di fatto autonomo in molti campi già da tempo, il Montenegro potrà attribuirsi dopo la proclamazione di sovranità anche i residui poteri lasciati finora nelle mani del governo federale dell’Unione di Serbia e Montenegro, nata nel 2003 sulle ceneri di ciò che restava della Jugoslavia. In particolare, i poteri in materia di politica estera, difesa, dogane e diritti delle minoranze. Sul piano internazionale, il primo tassello di rilievo è previsto invece per settembre, con la richiesta di adesione all'Onu. Ma non sarà che l'inizio. In base agli accordi che diedero vita alla Serbia-Montenegro, erede legale sarà Belgrado, poiché l'eredità spetta al Paese che «subisce» la secessione altrui e non a quello che la proclama. Podgorica dovrà quindi riaccreditarsi un po’ dappertutto. Dopo l'Onu, è in scaletta l’avvio delle trattative con l’Osce e di quelle con Fmi, Wto e Banca Mondiale. Nel frattempo, il Montenegro cercherà di dare impulso anche e soprattutto al cammino d’integrazione euro-atlantica. Un obiettivo che dovrà passare attraverso l’apertura dei negoziati preliminari con l’Ue, che Bruxelles ha aperto nei mesi scorsi con l’intera Unione, salvo poi congelarli come ritorsione di fronte alla mancata cattura degli ultimi criminali di guerra serbi. Ultimo tema, quello delle federazioni sportive. In alcuni casi il divorzio è già un dato di fatto. In altri si tratterà di stabilirne le tappe: per il calcio, sport nazionale in entrambe le repubbliche, vi sarà una proroga. Qualificatasi per la fase finale dei prossimi mondiali con i colori della Serbia-Montenegro, la nazionale di Dejan Stankovic (serbo) e Mirko Vucinic (montenegrino) parteciperà a Germania 2006 sotto la stessa bandiera.