Lungotevere Il «pirata» ha confessato: «Ero ubriaco»

«Stavo tornando a casa dopo una serata in discoteca, ero ubriaco. Non mi sono accorto di aver investito la ragazza. Quando mi sono risvegliato mi sono ritrovato con la macchina contro un palo». Questo il racconto di Massimiliano M., studente romano di 26 anni davanti agli agenti del commissariato San Paolo che lo hanno ammanettato. Il giovane, ritenuto responsabile di aver investito, venerdì notte, la 21enne studentessa sul lungotevere all’altezza della Sinagoga, sabato pomeriggio aveva denunciato il furto della sua auto.
Un’indagine risolta velocemente. I rilievi effettuati, i testimoni ascoltati, la raccolta di frammenti e la visione dei filmati hanno permesso agli agenti della municipale di comparare l’incidente del lungotevere, all’altezza della Sinagoga, con un altro avvenuto poco dopo all’altezza di ponte Mazzini dove un veicolo dello stesso colore a velocità sostenuta, dopo aver colpito il semaforo aveva ripreso la marcia. La raccolta dei frammenti sul posto, a un successivo esame li rendeva compatibili con quelli prelevati sul luogo dell’incidente. I vigili hanno setacciato i filmati delle telecamere sui lungotevere, notando che dal tipo d’impatto, era possibile che la vettura volesse girare a sinistra in direzione Ostiense. I filmati più interessanti sono risultati essere quelli della Sinagoga dove si vedeva il veicolo e le ragazze attraversare. Dalle telecamere del Convento di suore vicino al ponte, si vedeva l’auto svoltare a sinistra. Poi gli investigatori sono risaliti al modello di auto, una Citroen C1. Successivamente, grazie ai numerosi appelli in merito alla ricerca di testimoni, si è presentata ai carabinieri una testimone che dichiarava la presenza a bordo di due ragazzi. La Citroen Italia ha fornito notizie relative all’anno di fabbricazione. Al termine degli accertamenti alla motorizzazione, si è risaliti all’elenco dei veicoli immatricolati da quella data, di quel tipo e residenti a Roma e Provincia; gli agenti hanno inviato fax alle officine e carrozzerie convenzionate, mettendole sull’avviso, nel caso si fosse presentata una vettura con quelle caratteristiche, infine si richiedevano le denunce di furto. E forse perché oramai pressato dai media e dagli investigatori, dopo aver cercato di dare alle fiamme il veicolo e aver tentato di denunciarne il furto alla polizia, verso le 13 di ieri, non ha potuto che confessare ciò che aveva fatto.