"L'unica soluzione è il voto"

<p><em></em>Manifestazione contro l'esproprio della democrazia in nome dell'emergenza nazionale. <strong id="tinymce" class="mceContentBody " dir="ltr">VIDEO: <a href="http://www.ilgiornale.it/video/tutti_milano_partecipanti_elezioni_subito... target="_blank">"Elezioni subito"</a> - <a href="/video/ferrara_berlusconi_non_si_faccia_fregare/id=ferrara_tutti_a_milano?" target="_blank">Ferrara: Il cav non si faccia fregare</a><a href="/tutti_a_milano/votare_subito_nellinterresse_del_paese.pic1"><br /></a></strong></p>

Il Giornale e il Foglio in campo a Milano per dire no al governo tecnico. Sul palco del teatro Manzoni di Milano sono saliti Alessandro Sallusti, Vittorio Feltri, Giuliano Ferrara, Gianfranco Rotondi e Daniela Santanchè per dire no all'esproprio della democrazia e ribadire che la strada maestra rimane quella delle urne. "Dobbiamo smascherare un grandissimo imbroglio: affidarci a un banchiere economista è come affidarsi a un piromane dopo che è scoppiato un incendio", ha detto il direttore del Giornale. Attesi anche alcuni ministri e sottosegretari. Un happening, un'assemblea, un dibattito in nome della libertà e dell'opinione che non si piega al pensiero dominante. 

Apre le danze Giuliano Ferrara, mentre tra il pubblico rumoreggia qualche contestatore, in platea arrivano anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Daniela Santanché e il ministro per l'attuazione del Programma Gianfranco Rotondi. Una breve analisi sui diciassette anni di berlusconismo, dalla discesa in campo del 1994 fino alla giornata di oggi, poi il direttore del Foglio attacca: "Non si può sospendere la democrazia politica, una volta per farlo si usavano i carri armati, oggi si usa lo spread". Poi la parola passa a Vittorio Feltri, Gianfranco Rotondi e Daniela Santanchè. "Il governo tecnico è un golpe bianco - attacca Rotondi -. E' inquietante che il presidente della Repubblica tratti la nomina a senatore a vita prima di un incarico".

"La sinistra che risolve la crisi? Una contraddizione comica" Vittorio Feltri va subito all'attacco: "La sinistra si è accorta dopo 40 anni che esiste il debito pubblico e ha una gran fretta di fare un nuovo governo per iniziare ad azzerarlo, ma come si può affidare alla sinistra e a una buona parte di democristiani di risolvere il problema che loro stessi hanno creato?". E Mario Monti? "Nulla di personale contro Mario Monti, ma il suo sarebbe un governo tecnico per modo di dire. La maggioranza sarebbe politica perché il Parlamento è lo stesso di oggi. La sinistra che ha bocciato la lettera della Bce dovrebbe ora realizzarla. È una contraddizione comica alla quale si aggiunge il fatto che dovremmo affidare la regia a Cirino Pomicino. La sinistra era in piazza fino a ieri per difendere l’articolo 18. È un’operazione che ricorda Zelig".

Poi tocca al direttore del Giornale: "La cosa che spicca nel curriculum di Monti è il suo ruolo della Goldman Sachs, la Goldman Sachs è un covo di criminali veri". "No al partito dello spread, trasversale e europeo, al netto degli errori, ha ancora un risultato importante" da difendere, cioè il consenso di tantissime persone comuni, nonostante l’avversione dimostrata dal mondo della finanza. Se Berlusconi non approvasse questa linea avrebbe avuto modo di farcelo sapere. Non l’ha fatto e per questo immagino e credo che sia d’accordo", ha proseguito Sallusti.