L'Unione prova la campagna acquisti Follini: "Sì, con programma centrista" Casini: "Io non sono raccattabile"

Il centrosinistra cerca stampelle nell'opposizione per garantirsi la maggioranza al Senato. Vertice fra Prodi e segretari dell'Unione. I Ds: "Fiducia a Romano". Bossi: "Si voti"

Roma - Sono scattate le grandi manovre, tra aperture e veti incrociati, per risolvere la crisi del governo. La sinistra cerca di trovare rinforzi, pescando nell'opposizione, nel frattempo, però, si registra una nuova defezione. Luigi Pallaro, senatore eletto all'estero, dichiara perentorio: "No a un Prodi bis, sì a un governo istituzionale di larghe intese. Data la sostanziale parità tra le due coalizioni, è bene sforzarsi per trovare soluzioni condivise". La maggioranza sta vivendo come uno spauracchio l'ipotesi del ritorno anticipato alle urne. "Speriamo non ci sia bisogno di nuove elezioni", dichiara il sindaco di Roma, Walter Veltroni. "Mi auguro che i gruppi parlamentari di maggioranza siano in grado di dare questa garanzia al presidente della Repubblica. Se così sarà penso che ci siano tutte le condizioni per andare avanti con Prodi. Se così non sarà - ha concluso Veltroni - sarebbe una cosa grave per il nostro Paese ed è chiaro che si aprirebbero altri scenari politici". Intanto, in vista delle consultazioni di domani al Quirinale, a Palazzo Chigi questa sera è previsto un vertice fra Prodi e i segretari dell'Unione.

Ds e Margherita: allargamento a singoli della Cdl È possibile che la maggioranza raccolga l'apporto di singoli parlamentari del centrodestra, purché ci sia una condivisione del progrmama dell'Unione, "un programma chiarito e rilanciato" dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, e non prima che la maggioranza "ritrovi coesione e compattezza". Lo dicono il coordinatore della Margherita, Antonello Soro, e quello della segreteria Ds, Maurizio Migliavacca.

Fini chiude: nessuno andrà con l'Unione "Sono convinto che nessuno passerà dall'altra parte". Così il leader di An Gianfranco Fini ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se fosse ipotizzabile una maggioranza più ampia con un sostegno da parte dell'opposizione. Un eventuale soccorso alla maggioranza di Prodi, secondo Fini, non arriverà né dal leader dell'Italia di mezzo Marco Follini, né dal leader del Movimento per le autonomie, Raffaele Lombardo. Fini domani incontrerà, prima di salire al Colle per le consultazioni, il leader di Fi Silvio Berlusconi, in modo da portare avanti una posizione comune. «Rifondazione comunista e i Comunisti italiani sono alla schizofrenia politica - ha aggiunto più tardi Fini -. Sabato scorso erano in piazza a Vicenza contro Prodi, adesso invitano alla mobilitazione di piazza a favore di Prodi. A loro modo contribuiscono comunque a fare chiarezza, perchè fanno intendere palesemente a tutti i moderati e centristi quale sarebbe la vera natura di un eventuale, deprecabile Prodi bis». Intanto il portavoce di An, Andrea Ronchi, ribadisce che se "il governo non avesse i numeri, il ricorso alle urne è lo sbocco naturale. L'Italia, però ha ha bisogno di grandi riforme, come ad esempio le pensioni. Noi aspettiamo - conclude Ronchi - perché siamo una forza responsabile".

Casini: resto fuori "Il problema non è raccattare due o tre senatori, cosa peraltro non decorosa e che comunque non riguarda me, che non sono raccattabile. Il problema è prendere atto che con questa formula politica non si può governare". Il leader Udc, Pier Ferdinando Casini boccia così ogni ipotesi di allargamento della maggioranza ai centristi. Nell'Unione, osserva, "c'è una grave sindrome di autosufficienza, mentre l'unica cosa che si chiede per aprire una fase nuova è la consapevolezza che così le cose non vanno avanti". "Se ci sono i presupposti per un Prodi bis? Assolutamente no. Un eventuale reincarico a Prodi sarebbe soltanto un rattoppo, il peggiore del male. Soluzioni? Non spettano a me".

Follini: occorre una svolta centrista L'ex vicepremier Marco Follini (Italia di mezzo) ha ripetuto a tutti lo stesso ragionamento: disponibilità a discutere con il centrosinistra ma in presenza di un programma e di una strategia nuova rispetto a quella attuale dell'Unione, con una chiara "svolta centrista" nei contenuti. No, dunque, a semplici forme di allargamento o sostegno all'attuale programma di governo, con lui mai concordato e da lui mai sottoscritto oltrchè spesso non condiviso.

Bossi: bisogna andare a votare Alla domanda su quale sia la sua opinione sul possibile sbocco della crisi, il leader della Lega ha replicato in tono perentorio: "La mia opinione è che bisogna andare al voto. Nessuno ha la maggioranza, cosa altro si vuol fare?".

Lombardo: non entreremo nella maggioranza "Noi non vediamo di buon occhio le elezioni perché non credo che questo giochi - dichiara Raffaele Lombardo, leader del Movimento per le autonomie -. Ci aspettiamo una modifica della attuale legge elettorale che anche noi, come Casini, riteniamo da modificare. Peraltro - continua - nella nuova legge elettorale alla tedesca o alla tatarellum come dir si voglia, vorremmo che venisse reintrodotto il principio, democratico, della scelta affidata all'elettore dei suoi rappresentanti in parlamento".

Montezemolo: blackout negativo a livello internazionale Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, si augura che presto si esca dalla crisi di governo con una situazione più chiara. "Mi auguro che si possa uscire da questi giorni e da queste ore con una situazione più chiara, perchè, se posso fare questo paragone, già la luce nel nostro Paese è molto flebile. Questo blackout rischia di essere un blackout che anche a livello internazionale è negativo. Abbiamo bisogno - ha aggiunto - di una luce sempre più forte, perchè la luce del mondo è forte".

Velina rossa: difficile un rinvio alla Camere Che la crisi sbocchi in un rinvio alle Camere dell'attuale governo è difficile, così come "ci paiono del tutto gratuiti gli sforzi che si fanno per attirare qualche esponente del centrodestra verso la maggioranza per avere i voti indispensabili al Senato". Così la Velina Rossa (agenzia di stampa di area Ds) commenta i possibili esiti della crisi dell'esecutivo. "Rimaniamo stupefatti quando il coordinatore dei Ds, bontà sua, dice che si possono raccogliere i consensi di singoli uomini politici della Casa delle libertà. In occasioni come queste pensiamo che sarebbe meglio tornare al vecchio stile del Pci".

I Ds: appoggio a Prodi E in serata la Segreteria dei Ds "ha preso atto della informativa svolta dal segretario Piero Fassino e riconfermato il proprio impegno ad assicurare la massima coesione della maggioranza di centrosinistra e a rinnovare la fiducia e il sostegno al presidente Prodi per proseguire la sua azione di governo". La posizione è emersa al termine della riunione della segreteria.