L'uomo di Ricci ruba i colori al mare dell'isola di Montecristo

Il brand fiorentino ha presentato la nuova collezione in questo angolo di paradiso dove la famiglia trascorre le vacanze estive

di

Punta Ala «Uomo libero a te sempre sarà caro il mare» diceva Baudelaire. Usata e abusata ogni volta che si fanno discorsi marini, la frase ha ritrovato forza e vigore grazie a Stefano Ricci, il brand fiorentino di alta moda maschile che ha presentato la collezione dell'estate 2019 con un indimenticabile tour tra il Castello Balbo di Punta Ala e l'isola di Montecristo. «È un'altra tappa del nostro viaggio nella grande bellezza d'Italia» spiega il direttore creativo Filippo Ricci accogliendo gli invitati (50 persone provenienti da tutto il mondo) all'esclusiva cena organizzata nel giardino terrazzato della fortezza medicea con vista mozzafiato sull'isolotto dello Sparviero. Qui da alcuni anni la famiglia Ricci trascorre le vacanze estive facendo anche qualche consiglio di amministrazione sotto la pergola fatta costruire dal granduca di Lorena nella seconda metà del '700.

Italo Balbo fece invece spianare un prato ai piedi della collina per atterrarci con il suo biposto quando rilevò nel 1932 l'intera proprietà. In seguito il castello passò di mano in mano fino agli attuali proprietari che l'hanno restituito agli antichi splendori. «Noi lo affittiamo di anno in anno ed è un grande privilegio poter stare e lavorare tutti insieme in un luogo simile» dice Stefano Ricci mentre il figlio maggiore, Niccolò, amministratore delegato della società, racconta della crescita costante di fatturato (più 14 % rispetto al 2017) attestato a quota 143,8 milioni di Euro. «Dall'inizio dell'anno abbiamo aperto nuovi negozi monomarca a Phnom Penh, Hong Kong, Tbilisi e Dubai» spiega annunciando che il piano d'investimenti proseguirà con altre cinque aperture (a Sanya, Miami, New Delhi, Macau e Sochi) entro la fine del 2018. A questo punto il mare sembra solo lo sfondo spettacolare di una cena senza precedenti, ma quando cala il buio della notte sull'acqua s'illumina di rosso, verde, viola o blu una barca da fantascienza. È la Sarastar, yacht in alluminio con due motori Mercedes da 4000 cavalli l'uno che permettono di navigare a 23 nodi (praticamente un siluro) e di fare la traversata atlantica in 12 giorni. Appartiene a un amico e cliente di Stefano Ricci che aveva previsto di presentare la collezione a bordo dello shooner Atlantic, storica goletta costruita nel 1903 e quindi inadatta a ospitare una presentazione internazionale. In compenso tra scotte, vele e alberi maestri, sono state scattate alcune foto della campagna.

«Per le altre e per il film promozionale siamo sbarcati sull'isola» raccontano all'unisono i due fratelli presentando il Comandante Giovanni Quilghini dei Carabinieri del reparto Biodiversità di Follonica cui fanno capo sette delle 130 oasi naturali dello Stato tra cui Montecristo. Da lui apprendiamo la leggenda di Venere che emerge dalle acque perdendo sette perle della sua collana che cadendo in mare diventano le sette isole dell'arcipelago toscano: Elba, Giannutri, Giglio, Pianosa, Capraia e Gorgona oltre all'isolotto cantato da Dumas ne Il conte di Montecristo. «Ci stiamo lavorando dal 2009 con un progetto Life finanziato dal Consiglio d'Europa per l'eradicazione dell'ailanto e del ratto nero» racconta il comandante spiegando poi che la famiglia Ricci si è impegnata a divulgare quest'impresa con i propri potenti mezzi. «Ho capito che loro sono autenticamente interessati alla bellezza, mi hanno fatto pensare a una bellissima frase di Schiller che piaceva al mio maestro, Fabio Clauser, una leggenda della protezione ambientale in Italia». La frase dice: «Attraverso la porta aurorale del bello si arriva al regno di conoscenza». Serve altro per capire come mai i nuovi colori di collezione sono Blu Poseidon, Blu Nettuno, Deep Black e tutte le sfumature dei tramonti?